Strage di Piazza Fontana

Il 12 dicembre del 1969 una bomba esplose all’interno della Banca Nazionale dell’agricoltura in Piazza Fontana a Milano

Piazza Fontana era la sede centrale di Milano della Banca nazionale dell’agricoltura. Il 12 dicembre del 1969, alle 16.30 il pavimento della banca esplose uccidendo 17 persone e ferendone circa 90. Una esplosione devastante causat da un ordigno nascosto all’interno della sede in quell’ora molto frequentata. Quel 12 dicembre è tristemente famosa per aver visto altri ordigni a Roma e Milano. Nella Capitale esplosero tre bombe: una in via San Basilio presso la sede della Banca nazionale del lavoro, altre due all’Altare della Patria in Piazza Venezia. A Milano un altro ordigno era stato rinvenuto prima dell’esplosione in piazza della Scala, sede della Banca commerciale. Questi ordigni causarono feriti e danni. Il 12 dicembre del 1969 segnarono l’inizio del periodo che caratterizzò “strategia della tensione”, che vide l’attuazione di un piano di collaborazione tra gruppi terroristici e apparati dello Stato.

Sulla strage di Piazza Fontana le indagini inizialmente seguirono la “pista anarchica”,  per poi virare verso gli esponenti del gruppo di estrema destra di Ordine Nuovo. Nel 1987 la Corte di Cassazione assolse definitivamente gli imputati per l’attentato. sentenza confermata nel 2005 dopo che le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia aveva riaperto il processo. Piazza Fontana è uno dei tanti misteri dell’Italia repubblicana, in cui i responsabili e soprattutto i mandanti di stragi di innocenti, restano sempre avvolti nell’ombra.

 

 

 

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