Il dilemma della tecnologia nel calcio

Moviola in campo si o no? Basterebbe qualche supporto tecnologico per correggere gravi errori arbitrali. Forse qualcosa  in Italia sta cambiando, forse

Il discusso (decisivo) episodio che ha regalato la vittoria alla Roma sull’Empoli in Coppa Italia ha prepotentemente riacceso il dibattito sull’eterno problema che affligge il calcio: l’uso di una tecnologia in grado di aiutare gli arbitri e i suoi collaboratori.  Fuorigiochi, rigori, reti irregolari, gol fantasma: l’andamento e, conseguentemente, il risultato di una partita possono essere pesantemente influenzati da una situazione figlia di un errore umano (nella fattispecie della terna arbitrale), che la tecnologia invece potrebbe cancellare. Se si pensa ad altri sport, come ad esempio il basket, il rugby e il football americano, la tecnologia, spesso intesa come moviola, è usata eccome e le polemiche sono ridotte al minimo. L’introduzione della moviola in campo e di altri strumenti sarebbe effettivamente di grande aiuto per l’arbitro (o guardalinee), il quale potrebbe prendere la giusta decisione in completa serenità. Con la certezza di garantire la “regolarità“ delle partite.

In tal direzione le dichiarazioni del presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, in merito all’introduzione a partire dalla stagione 2015-16 della “Goal line technology“ (sistema tecnologico in grado di stabilire se il pallone ha varcato interamente la linea di porta) rappresentano un piccolo, innovativo passo. Forse non si arriverà mai alla moviola in campo, la cui regolamentazione tra l’altro non sarebbe affatto una passeggiata, ma è pur sempre un ottimo inizio per fornire un valido supporto all’arbitro. Tralasciando l’aspetto economico (non è infatti ancora chiaro su chi ricadrebbero le spese per l’introduzione di tale sistema), viene da chiedersi provocatoriamente se il calcio conserverebbe comunque il suo fascino, nel momento in cui le polemiche venissero azzerate. Avremmo indubbiamente partite meno “falsate“, il massimo desiderio di molti tifosi. D’altra parte, però con al tecnologia nel calcio, scomparirebbe tutto un mondo che vive di polemiche calcistiche. In primis, numerose trasmissioni televisive ed editoriali cartacei e online, ma anche molti addetti ai lavori (dirigenti, presidenti, allenatori, calciatori e – perché no? – alcuni tifosi) che grazie alle polemiche possono nascondere fallimenti, sportivi e non. Migliorare – da molti erroneamente inteso come “ripulire“- il calcio non è certo operazione facile, ma occorre prima di tutto capire se c’è davvero interesse a farlo. Ma forse è più facile (continuare a) dare la colpa a quel signore col fischietto che corre in mezzo al campo…

A cura di Rocco Selvaggi.

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