Scrivere fa bene

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Consigli utili, curiosità e le attività di un laboratorio di scrittura creativa

 

Anna Maide Trinchera, per tutti Mayde, ci spiega i tanti motivi che dovrebbero spingere tutti a scrivere, con riferimenti storici e scientifici, ci illustra il mondo  della scrittura creativa.

Di cosa si tratta, come e perché fare scrittura creativa?

Esistono infinite risposte possibili a questa domanda ma in questo spazio mi piace raccontarvi perché lo faccio io e perché dovreste farlo voi. Io lo faccio perché mi rende F.E.L.I.C.E.

I motivi che dovrebbero spingervi a provare oltre – beninteso – ad una naturale curiosità, sono tre: perché è social, perché è divertente, perché è terapeutico.

 

E’ terapeutico

Partiamo da qui. E’ scientificamente dimostrato che la scrittura ha un potere terapeutico. Scrivere disintossica la mente da angoscia e stress. Creare storie, tenere un diario, persino sfogarsi sui social network aiuta a conoscersi e a superare ansia, depressione, rabbia e allevia pure i dolori di asma ed artrite…

Mettere nero su bianco le emozioni, le esperienze e i ricordi aiuta a combattere l’angoscia e a sentirsi meglio. Sian Beilock e Gerardo Ramirez psicologi dell’ dall’Università di Chicago in un loro studio pubblicato su Science affermano che gli studenti che sfogano le paure su un foglio di carta superano i test con più facilità. I due ricercatori hanno verificato l’efficacia antistress della scrittura chiedendo a centinaia di ragazzi di buttare giù le loro preoccupazioni dieci minuti prima dell’esame di maturità.
Altre conferme arrivano da casa nostra,  il professor  Luigi Solano, docente di psicologia alla Sapienza di Roma e autore del libro Scrivere per pensare (Franco Angeli, 2009) sostiene che  cimentarsi con carta e penna non serve solo a prendere un voto più alto ma aiuta a dare una nuova collocazione all’evento nella nostra mente. Scrivere permette di guardare i fatti da un altro punto di vista, ciò consente di prendere la  giusta distanza da emozioni potenzialmente tossiche e dunque decidere di  eliminarle.

Una ricerca apparsa sul Journal of Applied Psychology della Wilfrid Laurier University nell’Ontario, in Canada, ha dimostrato che chi è vittima di mobbing  trova sollievo scrivendo pensieri e stati d’animo.

La pratica della scrittura-terapia si sta sempre più diffondendo in ambito clinico perché è provato che alla diminuzione della rabbia corrisponde un aumento della considerazione di sé.

Le patologie “curabili”, però, non riguardano solo la sfera psicologica, già nel 1999, alla North Dakota State University, circa un centinaio di malati di asma e artrite avevano mostrato un miglioramento tenendo un diario sulle loro esperienze di vita più dolorose. Oggi la tecnica è applicata a svariati tipi di disturbo: dai postumi degli interventi chirurgici alla perdita del lavoro.

macchina da scrivere arcobaleno

E’ social

Partecipare ad un evento di scrittura creativa è un modo per fare nuove conoscenze, col vantaggio che già sappiamo di avere almeno un interesse in comune con gli altri esseri umani che incontreremo.

La tipologia dei partecipanti è mutevolissima. L’età va dai diciannove (ma una volta ho avuto anche una quattordicenne accompagnata da entrambi i genitori) ai settanta e oltre; indubbiamente la maggior parte è fra i venticinque e i cinquant’anni. C’è chi ha frequentato scuola superiore  e università e chi invece si è fermato prima ma ha una genuina passione per la scrittura che risale ai tempi della scuola primaria. Nel 2013 tra gli allievi ho avuto un agricoltore ottantenne che si è rivelato un raffinato poeta bucolicamente erotico!

E’ vero che alcuni ex allievi hanno pubblicato con editori maggiori e minori, libri a proprio nome e/o antologie, altri hanno vinto concorsi letterari ma il Laboratorio non è un “pubblichificio” (neologismo inventato proprio dagli allievi di un corso del Laboratorio nel 2004). Ci piace sempre ricordare, però, che al mondo  ci sono milioni di persone  appassionate di cucina e ne traggono piacere pur sapendo benissimo che non diventeranno mai degli chef stellati. Pur non escludendo la possibilità di diventare scrittori affermati noi scriviamo perché amiamo scrivere.

Non mi ritengo una paladina dell’italiano ad oltranza ma alcuni motivi d’orgoglio bisogna pur riaffermarli: la lingua italiana è la quarta più studiata al mondo! E’ un patrimonio da custodire e condividere. Lo sapevate per esempio che  l’origine del nome “chiocciolina” dato oggi al segno @ ha una storia che parla italiano? Veneziano per la verità, infatti, nel VII secolo d.C., presso i mercanti veneziani la @ era un segno grafico che rappresentava l’anfora, utilizzata allora come misura di peso e capacità.

Oggi, però che ad essere scambiate non sono più le merci dei nostri antenati veneziani – o perlomeno non solo – ma informazioni, dobbiamo tenere presente che una comunicazione efficace, richiede sempre oltre all’accuratezza del testo anche la chiarezza del contesto.

Il neuroscienziato Edoardo Boncinelli, infatti, sostiene che è il contesto, più che il singolo vocabolo, il carburante che alimenta il processo di consolidamento dei ricordi nella memoria.
Sappiamo – alcuni di noi purtroppo persino per esperienza diretta – che “calcolo” ha un significato diverso se il discorso ruota attorno all’algebra o alle patologie renali.

Sappiamo che l’esclamazione “è una pizza pazzesca” assume un senso diverso se siamo seduti in un ristorante o in un teatro.

Sappiamo che la frase “sarò sempre con te” può suonare, secondo i contesti, come una dichiarazione d’amore o una minaccia.

Ultimo, ma non ultimo, possedere ed utilizzare le parole giuste è un elisir di lunga vita.

Lo so, è in inglese, d’altronde sono  gli USA  la patria del creative writing. Lì i corsi sono tenuti da vincitori del premio Pulitzer, e qui da noi, invece, la scrittura creativa, è la “cenerentola” della facoltà di Lettere. L’esame è un esame “Facoltativo” ed è notizia recente, il fatto, che il Laboratorio Didattico del Corso di Scrittura Creativa all’Università degli Studi Roma Tre rischi di essere chiuso.

 

E’ divertente

La nostra forza è la sperimentazione, nel senso primitivo del termine. Fare esperienza, per noi, è assaggiare l’idea che prende forma sporcandoci  le dita d’inchiostro.

Non è un caso se spesso siamo ospiti di Bistrot, Sala da tè, Caffè letterari. Ci piace declinare la parola gusto in modi diversi che vanno dal palato al parlato.

Mercoledì 25 febbraio, a Roma, riproponiamo una formula già sperimentata negli anni: il Creativithè. Saremo ospiti di Fiorditè, in Via Tuscolana, 30.


Locandina Fiorditè 25-02-2015.pdf (1)

Ogni incontro dura due ore ed è progettato per essere modulare nel senso che può essere una piacevole esperienza unica o episodica oppure concatenarsi ad altri divenendo una vera e propria base strutturale  di un modello narrativo più ampio come ad esempio quello della stesura di racconti brevi  o romanzi.

Attraverso un metodo didattico innovativo costituito da elementi teorico-pratici simultanei, i partecipanti sono guidati da input suggestivi e sperimentano la facilità di trasformare un’ idea in una narrazione capace di catturare l’attenzione di chi legge.

Il metodo mette nella condizione di sviluppare il proprio personale progetto di scrittura in modo efficace, attraverso un sistema organico basato su tecniche eterogenee che consente di generare sempre nuove idee.

Il Laboratorio è rivolto a tutti: sia a chi parte da zero e non ha mai provato a scrivere sia a chi già scrive e vuole sperimentare nuovi percorsi creativi capaci di infondere più forza a trama e personaggi.

Le esercitazioni pratiche sono pensate per applicare immediatamente e concretamente le nozioni, gli accorgimenti e i parametri della parte teorica, grazie ad una “particolare” analisi dei testi e alla condivisione degli elaborati dei partecipanti.

Qui trovate una panoramica delle varie formule, studiate per venire incontro alle esigenze più disparate:

  • Incontri settimanali della durata di due ore (mensili o bimensili a seconda del Livello)
  • Workshop intensivi della durata di un week end
  • Seminari tematici della durata di un giorno
  • Creativithè o Aperitivo Creativo (incontri presso Caffè letterari e Librerie di un’ora e mezza a carattere meno didattico e più divulgativo )
  • Brunch con assaggio di Scrittura Creativa presso Enoteche e Ristoranti (incontri della durata di mezza giornata 12:00 -17:00 in cui si coniugano il piacere della cucina e il gusto della parola scritta)

Base: incontri a carattere generale sul metodo della scrittura creativo-narrativa

Intermedio: incontri di approfondimento sulla narrazione dedicata a racconti e romanzi mainstream

Avanzato: incontri specialistici dedicati ai romanzi di genere: rosa, giallo, noir e fantasy

 

Il nostro mantra: i Laboratori sono la possibilità di percepire cose difficilmente percepibili, di incontrare qualcuno che non penseresti mai, di scoprire qualcosa che ancora di te non sapevi, di soccombere a tracce di rara bellezza.

Fate qualcosa di altamente sovversivo.

A chi – da ora in poi – vi chiederà: Qual è il segreto del tuo Benessere?

Rispondete come me: Io scrivo!!!

 

 

 

maydeAnna Maide Trinchera due lauree – in Scienze Politiche Internazionali e in Comunicazione – tredici anni di esperienza nelle pubbliche relazioni di cui quattro passati in giro per il mondo tra uffici stampa e consulenze per organismi internazionali.

Mayde, come tutti la chiamano, nasce in Salento ma ama cambiare città e nazione quasi ogni biennio. Giornalista di carta stampata è stata corrispondente per La Gazzetta del Mezzogiorno e caporedattore della Rivista “Multilingual”, ha ricoperto diversi incarichi in numerose aziende nazionali ed internazionali, attualmente lavora nella sede romana di una multinazionale del settore energetico. Vincitrice del Concorso Nazionale di Narrativa ed. 2011 con il racconto Tre ‘ngué più in là. Dal 2001 ha ideato e organizzato varie edizioni del “Laboratorio di Scrittura Creativa” tenute in qualità di docente-ospite in Case della Cultura Italiana all’estero e in Caffè Letterari e Biblioteche in Italia.

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