Finisce la Guerra del Golfo

Il 28 febbraio 1991 si concluse la Guerra del Golfo, il conflitto che vide contrapporsi una coalizione dell’ONU guidata dagli USA all’Iraq che aveva invaso il Kuwait

La Guerra del Golfo ebbe inizio il 2 agosto 1990 con l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq di Saddam Hussein. L’obbiettivo iracheno erano le riserve di petrolio del Paese e successivamente prevedeva di attaccare anche l’Arabia Saudita. L’immediata risposta del Consiglio dell’ONU si concretizzò con la risoluzione 660 che chiese l’immediato ritiro dell’Iraq. La coalizione guidata dagli USA vide la partecipazione di 34 nazioni fra le quali anche l’Italia che dispiegò una forza navale e un gruppo di cacciabombardieri. L’Iraq non scese a compromessi e lasciò cadere l’ultimatum imposto dalla coalizione nel gennaio 1991. Quest’ultima quindi diede avvio all’operazione detta “Tempesta nel deserto” e distrusse vari mezzi da guerra iracheni servendosi di missili sofisticati. Gli attacchi aerei continuarono ininterrottamente tanto da costringere la ritirata degli iracheni in Iran. Per guadagnare tempo, la forza irachena attuò lo sversamento di 400 milioni di galloni di petrolio nel Golfo Persico che avrebbe impedito lo sbarco dei Marines. Nel frattempo, unità specializzate della coalizione, si infiltrarono nel territorio iracheno. Ormai accerchiati, gli iracheni cominciarono la ritirata dal Kuwait però diedero alle fiamme i pozzi petroliferi lungo il percorso. Tra il 26 e il 27 febbraio la coalizione colpì le forze in ritirata in quella che viene definita “l’autostrada della morte”. Il 28 febbraio 1991 il presidente americano Bush dichiarò la liberazione del Kuwait e la conclusione del conflitto costato centinaia di migliaia di vittime agli iracheni e un numero imprecisato di vittime fra i civili.

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