28 marzo 1941: muore la scrittrice Virginia Woolf

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Il 28 marzo 1941 muore Virginia Woolf: si toglie la vita annagandosi in un fiume, all'età di 59 anni
Il 28 marzo 1941 muore Virginia Woolf: si toglie la vita annagandosi in un fiume, all'età di 59 anni

Il 28 marzo 1941 muore Virginia Woolf: si toglie la vita annegandosi in un fiume, all’età di 59 anni

Virginia Woolf, famosissima scrittrice inglese, nasce a Londra nel 1882, dal critico letterario Sir Leslie Stephen e Julia Prinsep Jackson, modella per alcuni artisti dell’epoca. Ricevette dai genitori un’ottima educazione umanistica, che la portò a sviluppare un grande amore per la scrittura, come il fratello minore, Thoby. Insieme scrivevano storie inventando un giornalino domestico, romanzando le proprie vite e le vite di personaggi che inventavano. Quando era ancora adolescente, il dolore per la morte della madre scatenò nella Woolf i primi disturbi psichici (oggi si pensa soffrisse della sindrome bipolare) che l’avrebbero accompagnata per tutta la vita fino alla sua tragica scomparsa. Sposò nel 1912 Leonard S. W, con il quale diresse la casa editrice londinese da loro fondata, The Hogarth Press, che pubblicò Katherine Mansfield, Italo Svevo, Sigmund Freud, Thomas Stearns Eliot, James Joyce e la stessa Virginia Woolf.

Nella loro abitazione, presso il British Museum, si riuniva il gruppo di intellettuali chiamato Bloomsbury group, del quale la Woolf fu prestigiosa rappresentante. Scrittrice, saggista e critica di forte personalità, emerse non solo come brillante autrice ma anche grazie al suo impegno libertario, spesso fuori dagli schemi, a favore dei diritti civili e della parità tra i sessi. Tra le sue opere forse i più grandi capolavori sono Mrs. Dalloway, 1925, e To the lighthouse, 1927.

Dotata di raffinati mezzi espressivi, formatasi sotto il duplice influsso del razionalismo, grazie al padre che era studioso del Settecento, e dell’estetismo, la Woolf elaborò l’intenzione d’invertire il procedimento narrativo: non più personaggi fatti vivere attraverso azioni, ma effetto della realtà esteriore sulla coscienza e sullo spirito, risultato reso anche grazie all’uso della nota tecnica del flusso di coscienza. Autrice di opere che occupano un posto cospicuo nella narrativa sperimentale della prima metà del Novecento, la Woolf fu delicata indagatrice di moti dello spirito. I suoi libri, scritti in bellissima prosa, tendono a formare un disegno musicale e i suoi squisiti personaggi femminili sono quasi sempre autoritratti.

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