Brachetti: questa volta è una sorpresa!

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Approda al teatro Sistina di Roma l’ultimo spettacolo di Arturo Brachetti, il più famoso trasformista al mondo

Il Teatro Sistina di Roma ha ospitato il nuovo spettacolo di Arturo Brachetti: Brachetti, che sorpresa! Lo psicodramma, definito così dallo stesso artista, dopo 70 tappe del tour approda nella capitale. Uno spettacolo piacevole che, come sempre, è riuscito ad accattivarsi l’entusiasmo e la partecipazione di un pubblico variegato.

L’idea dello show è quella di una storia che prende forma all’interno di un deposito di bagagli smarriti di un aeroporto internazionale, dove Arturo è alle prese con la ricerca della sua valigia rossa: il file rouge di tutto lo show. All’interno della DSC9406-660x330trama sono inseriti inoltre, attraverso vari sketch esilaranti, tutti gli artisti della trupe, che accompagnano il “ciuffo più famoso del mondo” durante il suo tour: il duo Luchettino, l’intrattenitore Francesco Scimemi, l’illusionista Luca Bono e infine il coreografo e ballerino Kevin Micheal Moore.

Durante lo spettacolo Arturo, grazie alla sua straordinaria capacità e velocità nel cambiarsi di abito, attraversa il mondo intero in pochi minuti, alla ricerca della sua magica valigia rossa, vestendo i panni di un brasiliano, un indiano, un giapponese, un francese, lasciando il pubblico con il fiato sospeso in quei pochi istanti necessari per le sue trasformazioni.

Non sono mancati naturalmente anche i famosissimi giochi d’ombre, a dimostrazione di come spesso la magia del teatro riesca a prendere forma anche con semplici gesti di prestigio handmade; infine notevole risulta essere l’ omaggio al registra Tim Burton, attraverso una straordinaria e delicata esibizione di sand painting, che ha mandato la platea in visibilio e con la quale Brachetti riassume lo spettacolo e ringrazia la città che, di volta in volta, lo ospita.

Nell’esibizione però le ombre, oltre quelle cinesi, non sono mancate. Nonostante l’indiscutibile successo raggiunto infatti, lo show risulta a volte discontinuo e a tratti lento. Il che può essere riconducibile alle innumerevoli gag messe in scena dai suoi collaboratori dell’artista, a cavallo tra un’esibizione e l’altra dello stesso, i quali, per quanto bravi e divertenti, sono risultati  alle volte inopportui e non il linea con il resto dello spettacolo, rischiando quindi di comprometterne la buona riuscita.

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Un vero peccato, viste le capacità tecniche del regista stesso, Davide Livermone, il quale è riuscito a portare sul palco due novità del tutto all’ avanguardia, che hanno contribuito notevolmente a rendere originale la messa in scena: la tecnica del videomapping e l’uso di luci laser, utilizzate per la realizzazione di un numero del tutto innovativo, che ha fatto esplodere la platea in calorosi applausi.

Nonostante la scelta, forse azzardata, da parte del regista, di mixare l’arte circense a momenti di semplice e, a volte anche banale, comicità, il risultato finale risulta essere piacevole nel suo complesso, riuscendo a dare forma a uno spettacolo che sicuramente vale la pena vedere.

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