22 aprile, nasce Rita Levi Montalcini

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22 aprile, nasce Rita Levi-Montalcini

Nasce a Torino il 22 aprile 1909, Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986, attivista per i diritti femminili e senatrice a vita.

Rita Levi Montalcini, una delle menti più brillanti e importanti del Novecento, nasce a Torino il 22 aprile 1909. Figlia di una colta famiglia ebrea, cresce in un ambiente sereno e stimolante, seppure estremamente tradizionale. Il padre, infatti, non vide di buon occhio la sua iscrizione alla facoltà di Medicina nel 1930. Con l’introduzione delle Leggi Razziali iniziò un vero e proprio peregrinaggio per la famiglia Levi Montalcini, che li portò a viaggiare attraverso l’Europa e l’Italia, fino a Firenze, dove Rita strinse contatti come medico con i partigiani prima e le Forze Alleate poi.

Con la fine della guerra, Rita Levi Montalcini potè dedicarsi finalmente al suo lavoro di ricerca. In particolare, ricevette un’offerta di lavoro dalla Washington University, dove rimarrà per quasi trent’anni. Qui, nel 1954, insieme a Stanley Cohen, Rita Levi Montalcini condusse la ricerca sul cosidetto Fattore di Crescita Nervoso, una proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso dei vertebrati, e il cui studio ha svolto un ruolo fondamentale nella comprensione del cancro e di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Questa ricerca valse ai due studiosi il Nobel per la medicina nel 1986.

Ma l’impegno di Rita Levi Montalcini non fu unicamente scientifico. Per tutta la sua vita, infatti, fu in primo piano nelle lotte sociali e umanitarie. Fra le sue molte si ricordano la sua partecipazione al Movimento di Liberazione Femminile degli anni ’70 per il diritto all’aborto, e la sua lotta contro le mine anti-uomo. Rita Levi Montalcini, per i suoi “altissimi meriti nel campo scientifico e sociale” fu nominata senatrice a vita della Repubblica Italiana il 1 agosto 2001 dall’allora Presidente Ciampi, distinguendosi anche in questo caso per il suo attivismo e passione.

Rita Levi Montalcini si spegne il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni, prima fra i vincitori del Premio Nobel a superare il secolo d’età. La camera ardente fu allestita nel Senato, e il giorno dopo fu svolta un’intima ceremonia ebraica a Torino, per poi, il 2 gennaio, tenersi un addio pubblico.

“Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente”

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