Il maialetto sardo approda ad Expo 2015

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Il maialetto sardo supera l’embargo e arriva finalmente all’Expo, grazie a una deroga speciale al divieto di esportazione fissato dall’Unione Europea

Se un mese fa la notizia dell’eliminazione della pajata dagli alimenti banditi dall’UE ha fatto contenti i romani, qualche giorno fa è stata la volta del maialetto sardo. Mentre il piatto tipico della tradizione romana mancava dalle tavole dal 2001, a causa delle restrizioni adottate per contrastare il morbo della mucca pazza, il piatto sardo si vedeva sospendere l’autorizzazione all’esportazione nel 2011. Il divieto, giunto attraverso decreto dell’Unione Europea, riguardava tutte le carni suine sarde fresche e insaccate. Era l’11 novembre 2011 quando il maialetto sardo si vedeva “ritirare il passaporto” – anche nazionale – a causa della peste suina africana, presente sul territorio isolano dal 1978 ma sottoposta a nuova riacutizzazione. E le vicissitudini del maialetto sardo sono proseguite fino a qualche mese fa quando lo scorso 11 ottobre veniva pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea, a firma del Commissario per la Salute e le politiche dei consumatori Tonio Borg, la proroga del divieto di spedizione di suini vivi, ovuli, preparati e sottoprodotti a base di carni suine fino al 31 dicembre del 2018.

Qualche giorno fa è però giunta una buona notizia per il popolo sardo: il famoso “porceddu” potrà, infatti, partecipare all’Expo 2015. L’ha finalmente stabilito il Ministero della Salute che, a seguito delle numerose proteste sull’assenza di uno dei prodotti tipici dell’alimentazione tradizionale nostrana, ha firmato un protocollo d’intesa con la Regione Sardegna. Dopo ben 3 anni e 5 mesi di blocco, la deroga speciale al divieto di esportazione della carne di maiale al di fuori dell’isola ha permesso di inviare il primo maialetto sardo precotto. L’iniziativa, fortemente promossa dalla Coldiretti, è stata festeggiata in un modo tutto particolare al momento della partenza: all’aeroporto Mario Mameli di Cagliari-Elmas, alla presenza del Presidente Coldiretti Roberto Moncalvo, sono stati offerti assaggi del piatto tipico a tutti i viaggiatori presenti. Solo un’anticipazione della degustazione che l’Expo renderà possibile.

“Con il via libera alla spedizione l’Expo potrà contare su uno dei più rappresentativi testimonial alimentari dell’Italia da far conoscere potenzialmente agli 8 milioni di turisti stranieri previsti in visita dell’esposizione”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Che ha continuato affermando l’importanza del lavoro da svolgere in modo sinergico per superare definitivamente l’epidemia; e, in questo percorso, la deroga proposta per l’Expo è per la Coldiretti “uno stimolo ad impegnarsi per uscire finalmente dal tunnel della peste suina, che in oltre 35 anni ha di fatto annientato un intero comparto della Sardegna”. La peste suina non è contagiosa per l’uomo ma continua ad affliggere il settore suino da troppo tempo; per questo le misure di controllo sono diventate particolarmente rigide. Nonostante la deroga, quindi, i controlli rimangono sempre particolarmente attenti e qualora alcuni lotti di prodotto non fossero consumati nel corso dell’esposizione universale, questi verranno smaltiti in loco o rispediti in Sardegna secondo procedure stabilite.

Intanto però la presenza del maialetto sardo, seppur precotto, alla manifestazione internazionale è un primo traguardo che rilancia il tema della valorizzazione dei piatti tradizionali italiani e che, allo stesso tempo, contribuisce a dare nuovo lustro all’Expo stesso.

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