Tito Stagno, una voce sulla Luna

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Tito Stagno, una voce sulla Luna

Tornare indietro nel tempo a quel 20 luglio del 1969 quando la voce calda e profonda di Tito stagno raccontò all’Italia l’emozionante viaggio sulla luna di Neil Armstrong

La Guerra Fredda, l’America, l’allunaggio. Tito Stagno si racconta: un uomo, un telecronista, che vive nel tempo. Il 1969 oggi non sembra così lontano. È mattina di una calda giornata di maggio e la voce profonda e piena di Tito Stagno ricorda. La memoria di anni passati vive nel presente; anni di tensioni, anni di scontri. La rivalità tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica diviene una gara di prestigio: la corsa alla conquista della Luna.

Tito Stagno rivive al telefono quei giorni. “Senza la Guerra Fredda – ci racconta – non ci sarebbe stata la corsa alla Luna; non l’avremmo conquistata. In questa gara l’Unione Sovietica partiva avvantaggiata. L’URSS nel’57 lanciò in orbita il primo satellite artificiale, Sputnik. Poi, nel’61 il primo uomo, Yuri Gagarin. Nel’63 la prima donna, Valentina Tereskova. L’Unione Sovietica aveva mandato delle sonde, verso la Luna, senza carico umano, fotografandone la faccia nascosta. La prima passeggiata spaziale, nuotando nel vuoto cosmico, fu quella di Aleksej Leonov, il primo cosmonauta.”

Gli Stati Uniti, però, non rimangono a guardare ed escogitano la loro contromossa: “Kennedy disse che avrebbe mandato due americani sulla Luna entro il decennioTito Stagno ricorda la Luna. e che li avrebbe fatti tornare sulla Terra sani e salvi. Era un grosso impegno. Gli americani, partiti in svantaggio, arrivarono sulla Luna grazie alle prove del progetto Gemini: 12 voli, su navicelle a due posti per provare lo sgancio e il riaggancio. Finalmente con la missione Apollo di fine dicembre del’68 c’è il primo volo verso la Luna: 800mila km di viaggio mai fatti prima dall’uomo”. Tito Stagno continua a scavare nei suoi ricordi e fa rivivere le immagini della missione di Frank Borman e le emozioni di quella Vigilia di Natale del’68, in cui le parole di Borman e dei suoi compagni commossero il mondo. L’Apollo 8 che sorvola la superficie lunare, grigia e piena di crateri, rimane alla storia come una landa desolata, inacessibile e ancora inviolata.

Sette mesi più tardi, a luglio, è il momento dell’Apollo 11:“Tutti mi chiedono se siamo veramente andati sulla Luna. Sì, ci siamo andati, come hanno testimoniato i sovietici stessi con il loro satellite in orbita, che in quel momento girava attorno alla Luna, riprendendo ogni immagine. Il comandante Neil Amstrong, Buzz Aldrin, Micheal Collins. Una telecronaca lunga e stancante. Tutto andò secondo Tito Stagno ricorda la Luna.quanto previsto dal manuale della NASA, fino al momento in cui ci comunicarono che non ci sarebbero state riprese televisive. Così il povero telecronista, il sottoscritto, in 12 minuti senza immagini, deve parlare. Sapevo tutto degli uomini e delle macchine. Centinaia di sigle, di numeri. Comunicazioni concise, strette. Tradussi quelle sigle e quei numeri per i telespettatori. C’era solo la mia faccia! Dovevo fare una radiocronaca, ma il radiocronista è un signore che sta in un posto, vede delle cose e le comunica a persone lontane che non vedono nulla. Io però non vedevo nulla e dovevo raccontare delle cose a gente che non vedeva nulla. Quindi ecco che le mie parole dovettero fornire delle immagini. I due uomini erano in piedi, uno accanto all’altro, davanti a loro il quadro di comando. Decine di leve, spie luminose, pulsanti, Aldrin e Armstrong avevano a disposizione uno spazio grande come la cabina di un ascensore. Il L.E.M. Aquila sta scendendo verso il mare della tranquillità. Rallentare dicono da Houston. E allora aggiungo la velocità scenderà fino a un metro al secondo al momento dell’atterraggio nel mare della tranquillità, una superficie tutta polvere e sassi, vicino all’equatore della Luna”.

La prestigiosa gara della corsa alla Luna è per l’Italia la voce di Tito Stagno, telecronista del 20 luglio 1969.

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