Profumi d’altri tempi

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Profumi d'altri tempi

Fin dalla notte dei tempi i profumi svolgono numerose funzioni: sacra, di seduzione, aristocratica, di piacere, vitalità, identità, benessere e medica.

Il termine “profumo” proviene dal latino “per fumum”, che significa letteralmente “attraverso il fumo“. L’origine etimologica, deriva dall’utilizzo di alcuni oli e aromi essenziali, come l’incenso, che venivano bruciati in offerta a dei e antenati. L’esecuzione della fumigazione è tutt’oggi praticata ed è alla base della moderna aromaterapia. Non si può datare con certezza la nascita del profumo, anche se l’archeologia ci fa sapere che accanto all’utilizzo del profumo come intermediario fra l’uomo e gli dei, quasi subito esso fu usato come strumento di seduzione e per la cura del corpo. E’ l’antico Egitto a fornirci la prima vera tKyphi_w._label_1_-_rsestimonianza dell’utilizzo del profumo. Sempre presente nei templi e nei rituali religiosi, purifica il corpo e la mente della persona in vita ed è parte integrante del rito dell’imbalsamazione dei defunti. Al significato sacrale si unisce anche il profano, legato all’arte del sedurre. Le donne egizie si spalmavano sul corpo balsami e oli profumati. Il profumo più utilizzato dai faraoni e dalle loro consorti è il Kyphi, un composto formato anche da più di cinquanta essenze. Presso il popolo ebraico invece l’utilizzo delle essenze profumate era già diffuso e descritto come l’unico senso che dà piacere all’anima. E’ utilizzato sotto forma di preparati unguentari detti puk, di oli profumati, di polveri e di sacchetti di erbe aromatiche portati addosso o messi fra i vestiti.

L’arte di miscelare gli aromi si diffuse anche in Occidente, in Grecia e a Roma. I Greci credevano nell’esistenza di esseri divini rivelati dagli aromi e dai profumi, talmente apprezzati da essere considerati creazione degli stessi dei. Già in quest’epoca si scoprono le virtù terapeutiche. I Greci credevano che cingere il capo con coroncine di rose o di mirto mitigasse le emicranie. Tra le preparazioni profumate degli antichi Greci ricordiamo il kipros, a base di menta e bergamotto e il susinon a base di giglio. Anche i Romani furono contagiati dall’amore per i profumi e gli unguenti. Inizialmente legati al culto religioso, le essenze profumate passarono all’uso personale o d’ambiente. Caduto l’Impero Romano, in Europa l’arte della profumeria conobbe un periodo di decadenza, questo si deve anche al Cristianesimo che riservò la pratica dell’uso delle essenze profumate al solo culto religioso.

eau-de-hongrie

La scoperta dell’arte della distillazione dà un enorme impulso al mercato dei profumi. Gli Arabi non sono gli inventori di questa tecnica ma l’hanno raffinata e diffusa. Nel X secolo, il celebre medico arabo Avicenna scoprì come distillare l’Acqua di rose dai petali della rosa centifolia, tuttavia non si trattava ancora di soluzioni alcoliche, in quanto l’alcol era proibito dal Corano. Fu l’Istituto Superiore delle Scienze di Salerno, intorno all’anno Mille, a sostituire l’olio con l’alcol come eccipiente del profumo. Il primo profumo moderno in soluzione alcolica fu preparato in Ungheria nel 1370 da un monaco esperto di chimica. Il profumo, noto come Eau de Hongrie, “Acqua Ungherese“, era un estratto di rosmarino, timo e lavanda. La regina Elisabetta d’Ungheria si vantava, grazie ai poteri di questo profumo, di essere riuscita a sedurre a settant’anni il re di Polonia.

Nel Rinascimento l’arte della profumeria si sviluppò ulteriormente: la chimica sostituì definitivamente l’alchimia migliorando la distillazione e la qualità delle essenze. I grandi profumieri del Rinascimento erano spagnoli e italiani. Quando Caterina de’ Medici giunse in Francia per sposare il Duca d’Orléans, il futuro re Enrico II, portò con se dall’Italia il suo profumiere Renato Bianco, ribattezzato in René Le Florentin. Egli aprì una bottega a Parigi diventando famosissimo tra l’aristocrazia parigina. La pratica di non lavarsi, l’acqua era ritenuta un veicolo di contagio per le malattie, amplificò l’uso dei profumi. Le essenze profumate prendono il posto dell’igiene personale per vincere i cattivi odori e nascondere la sporcizia. Nel 1600 nasceAcqua_di_colonia_1 l’Acqua di Colonia la cui formula comprende una trentina di essenze, tra cui limone, cedro, arancia, pompelmo, lavanda, timo e rosmarino.

Nel 1828 Pierre Francois Pascal Guerlain apre la sua prima maison di profumeria a Parigi, che offre eau de toilette, saponi, preparazioni termali, aceti aromatici e creme di ogni tipo. Nell’ Ottocento una scoperta rivoluziona il mondo dei profumi: la sintesi dell’urea, ottenuta da Friedrich Wöhler nel 1828. Questa scoperta dà l’avvio alla chimica organica, contribuendo all’evoluzione della profumeria attraverso l’utilizzo degli aldeidi. Nasce così la profumeria moderna. Il primo profumo famoso che utilizza prodotti di sintesi è Flomary, commercializzato agli inizi del 1900. Ma la vera affermazione arriverà nel 1921 con la creazione, da parte di Ernest Beaux, del famosissimo profumo Chanel N.5. Il profumiere londinese Eugene Rimmel, divide gli aromi in diciotto gruppi allo scopo di facilitare la classificazione degli odori. L’euforia per la moda dei profumi subì una breve interruzione con lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta il profumo ritorna ad essere arma di seduzione. Il mercato è inondato da migliaia di nuove fragranze profumate. Nelle profumerie compare anche l’eau de toilette per uomini.

La profumeria contemporanea offre oggi lo spettacolo di una vera e propria arte, con la sua profusione d’innovazioni, facendosi interprete delle culture, delle tradizioni e delle mode olfattive di ogni parte del mondo. Non sempre si conoscono i segreti per scegliere una fragranza o per utilizzare al meglio il profumo come arma di seduzione. Per accentuare una fragranza, importante è soprattutto il calore: ecco perché si consiglia di applicarla sulle zone in cui il sangue arriva più in superficie e quindi più calde. I profumi svolgono un’influenza positiva sul nostro umore e possono avere una funzione terapeutica in quanto alcune essenze esplicano effetti antidepressivi, stimolanti e sedativi. E’ stato dimostrato, inoltre, che i due sessi subiscono l’attrazione attraverso l’olfatto che con la vista. Lo stimolo visivo è un impulso possente, ma solo nella fase iniziale, in seguito è messo alla prova dalle narici: quello che prima attirava la vista, può divenire oggetto di repulsione attraverso l’odore. È proprio su questo che le case di cosmetici e profumi fanno leva: non producono tanto ciò che è piacevole quanto ciò che attrae. Una fragranza piace a dispetto di altre, perché la risposta olfattiva è quasi sempre filtrata dalla memoria delle esperienze precedenti.

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