L’11 Giugno 1984, alle ore 12:45, scompare il politico Enrico Berlinguer, colpito da emorragia cerebrale.

Segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 Enrico Berlinguer, viene a mancare in un albergo di Padova, annientato dal coma e successivamente da un emorragia cerebrale. Berlinguer giunse a Padova il 7 Giugno, dove in vista delle  prossime elezioni, pronunciò un comizio elettorale in Piazza della Frutta; proprio in quella occasione, in diretta televisiva, venne colpito da un ictus, nonostante ciò proseguì il suo intervento fino alla fine e solo allora, palesemente in condizioni critiche, venne trasportato in ospedale urgentemente.

Per decisione dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, la salma venne trasportata sull’aereo presidenziale. Emozionante fu la cerimonia per l’ultimo saluto il 13 Giugno, alla quale partecipò circa un milione di persone, a testimonianza del grande impatto che aveva lasciato Berlinguer nel cuore del popolo italiano.

funerali BerlinguerEnrico Berlinguer nasce il 25 Maggio del 1922 a Sassari, dove trascorre infanzia e gioventù, frequentando il liceo classico Azuni. Nel 1940 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza. Il suo impegno nella lotta politica nasce precocemente, poichè nel 1943 decide di iscriversi al PCI. Aderisce fin da subito all’organizzazione delle lotte antifasciste e viene arrestato nel 1944, rimanendo in carcere per quattro mesi. L’inizio della carriera politica al PCI è datata Gennaio del 1948, quando entra nella direzione del partito. Nel 1958 Berlinguer entra nella segreteria di partito affiancando Luigi Longo.

Le grandi doti diplomatiche e mediatrici dello statista vengono messe alla prova per la prima volta tra il 1964 e il 1966, a causa di un importante scontro interno al partito, che vede schierata la parte di Amendola contro l’ala radicale capeggiata da Pietro Ingrao. Il successo personale di Enrico Berlinguer all’XI congresso del 1966, il quale si propone interprete principale delle esigenze di entrambi gli schieramenti, è confermato nelle elezioni del 1968 in cui è capolista del Lazio. Nel 1972 il noto esponente politico assume la carica di segretario del PCI e al XII congresso riprende la formula usata precedentemente da Togliatti della collaborazione tra le grandi forze popolari del paese: cattolica, comunista e socialista.comizio Berlinguer Questa importante teoria politica è confermata dal grande successo ottenuto alle elezioni del 1975 e del 1976, sconvolgendo dopo anni di governo della DC il sistema politico italiano. Accanto alla novità del compromesso storico, viene portata avanti un’ altra idea rivoluzionaria della linea teorica di Berlinguer: la rottura esplicita con il Partito Comunista Sovietico e la nascita dell’eurocomunismo, ovvero la proclamazione di un’ alleanza internazionale tra i maggiori partiti comunisti d’Europa: il Partito Comunista Italiano unito al francese e allo spagnolo in una sorta di triumvirato.

Con queste premesse, dopo le elezioni del 1976, il Partito Comunista Italiano entra nella storia con il primo governo di solidarietà nazionale; le grandi aspettative dell’innovativo progetto politico vengono però deluse.

Nel Gennaio 1978 Enrico Berlinguer incontra il leader della DC Aldo Moro, a cui chiede di agevolare l’entrata dei comunisti al governo; ma gli oppositori sono numerosi, troppi dententori del potere avvertono il pericolo nel cambiamento e nel programma  innovativo dello statista, e la cattura di Moro con relativo assassinio da parte delle Brigate Rosse due mesi dopo, metterà la parola fine al governo di solidarietà nazionale e al progetto politico dell’esponente comunista.

Nel 1981, in un’intervista a Eugenio Scalfari, Enrico Berlinguer solleva la cosiddetta “questione morale”, accusando una classe politica ormai decadente di corruzione, facendo mostra della preoccupazione di un possibile rifiuto da parte dei cittadini imorte Berlinguertaliani della politica a causa della rabbia.

Il ritratto di una personalità elevata come quella dell’ esponente del PCI mostra non solo la necessità di un impegno costante per  migliorare la politica italiana e rendere protagonisti di questa i cittadini stessi, oltre che alla determinazione e al coraggio indispensabili per portare avanti le proprie convinzioni, ma anche come Enrico Berlinguer si possa considerare l’incarnazione della speranza, quella speranza che è stata in grado di vincere negli anni della resistenza, che ha mandato avanti il popolo italiano nei difficili anni della ricostruzione del paese e che è riuscita a sopravvivere al terrorismo; ma soprattutto, speranza che sia ancora possibile con la politica cambiare la vita delle persone e vincere contro le ingiustizie, realizzando una “catena umana” di solidarietà comune, perchè, come diceva il noto esponente politico “ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”.

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