Dopo anni in cui il concetto di costume da bagno era quello di coprire il corpo nella sua totalità, il 5 luglio 1946 Louis Réard rivoluzionò la moda mare presentando il modello Bikini.

Nel percorso della storia della moda ogni celebre couturier ha premesso qualcosa che in seguito è stato da ispirazione per nuove creazioni e tendenze. Coco Chanel “proponendo” la sua abbronzatura ha spinto le giovani donne del secolo ad abbattere il mito del costume intero e ad iniziare a esporre parti più vaste del proprio corpo ai raggi solari.

5 luglio 1946 nasce il bikini

Lungo il corso degli anni ’30 i costumi da bagno si tramutarono in canotte e shorts in cotone coprente, gonnelline con cintura o modelli più atletici in jersey, indossati anche dagli uomini con aderenti culottes. La schiena venne scoperta e con l’avvento delle fibre sintetiche vennero presentati costumi da bagno con stravaganti fantasie.

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Il couturier parigino Jacques Heim, nel 1932, lanciava “Atome”, il primo costume in due pezzi che qualche coraggiosa accettò di indossare mostrando un ventre fino ad allora solo immaginato. Solo dopo il secondo conflitto mondiale, l’ingegnere automobilistico Louis Réard, avendo preso le redini della materna boutique di lingerie poco distante da Les Folies Bergères, riprese il concetto di costume composto da due parti differenti, riducendone le dimensioni in modo così esplosivo da essere battezzato in nome di un atollo “atomico” delle Isole Marshall, bombardato da test nucleari americani nel luglio del 1946: Bikini. Réard dovette ricorrere a Micheline Bernardini, ballerina senza veli al Casinò de Paris, per presentare il 5 luglio 1946 il suo nuovo costume alle piscine Molitor di Parigi. Una presentazione che rese celebre lo stilista.

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Furono anni di esitazione e rifiuto. L’audace bikini fu sintomo di “liberazione” del proprio corpo ma anche causa di polemiche. Divenne parte integrante della moda femminile solo negli anni ’60, quando venne indossato dalle star del cinema: dal modello Vichy indossato da Brigitte Bardot a quello più grintoso e sensuale portato dalla Bond girl Ursula Andress. Un due pezzi mostrato anche da Sofia Loren vincitrice del premio Miss Eleganza nel 1950, sperimentato prima di lei da Lucia Bosè che vinse Miss Italia nel 1947.

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La moda con il suo concetto di rivoluzione ha sempre portato in campo polemiche che la società, dopo qualche tempo, ha accettato facendo diventare addirittura alcuni capi d’abbigliamento dei must have. Molto rumore per nulla in quanto il bikini comparve per la prima volta durante il periodo imperiale romano, anche se l’utilità non era la medesima. A quanto pare il bikini era utilizzato soprattutto per l’atletica, la danza e nelle scuole di ginnastica. Come mostrano le immagini nella villa romana di Piazza Armerina in Sicilia, nella stanza delle dieci ragazze, vi è un mosaico che risale al III sec. d.C. e che raffigura ragazze che, in bikini, fanno diverse attività sportive.

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