Il 09 Luglio, in Germania al Mondiale di calcio del 2006, l’ Italia diventa Campione del Mondo

Il Mondiale di calcio del 2006 venne giocato in Germania e “il mondo a casa di amici” (Die Welt zu Gast bei Freunden) era il motto con cui i tedeschi accolsero nel proprio paese le altre nazionali.

Quel mondo a casa di amici, come tutti ricordiamo, venne conquistato dall’Italia di Lippi che arrivò alla competizione calcistica per eccellenza a testa bassa per i fatti legati a Calciopoli, non certo un bel biglietto da visita. Divenne così il Mondiale dell’orgoglio, della rivincita.
Bisognava a tutti i costi dare un segnale e, la prima cosa che Lippi decise di fare, fu creare un gruppo solido, dove tutti giocavano per il bene comune, lontani da distrazioni extra calcistiche.
Ghana, Stati Uniti e Repubblica Ceca ci fecero compagnia nel girone. Doppio 2-0 contro Ghana e Repubblica Ceca, pareggio 1-1 contro gli Stati Uniti per via di quell’autorete di Zaccardo che rimase l’unico gol subito dal nostro Gigi Buffon.
L’Italia si mostra completa in ogni reparto. Giocano e segnano un po’ tutti. Spazza via l’Australia agli ottavi vincendo 1-0, prosegue il cammino battendo 3-0 l’Ucraina ai quarti e infine elimina i padroni i casa con quel 2-0 che fece diventare Grosso, autore del primo gol, il nuovo Tardelli per via dell’esultanza che ancora oggi, a vederla o anche solo a parlarne, fa venire la pelle d’oca.
In finale ci attendeva la Francia di Zidane, Henry e di un giovanissimo Ribery.

9 Luglio 2006.
Arriva la finale. Tutti pronti e attenti a curare ogni minimo dettaglio:
provate a chiedere a qualsiasi italiano a quanti riti scaramantici si affidò prima della finale. Personalmente ricordo con simpatia una bottiglia d’acqua quasi vuota lasciata per tutta la durata del Mondiale accanto alla televisione.
Purtroppo la scaramanzia non è una scienza esatta e la Francia passa subito su rigore grazie al gol di Zidane. L’Italia però non molla, raggiunge il pareggio su calcio d’angolo, Materazzi salta più in alto di tutti, lasciato solo in area per via della marcatura a zona che usava la difesa francese.
Il risultato non si sblocca, resta sull’1-1 anche nel secondo tempo e si va ai supplementari, dove Zidane si rende protagonista in negativo con quella testata rifilata al nostro “bad boy” Marco Materazzi. Sotto la doccia! Urlava il telecronista. Zidane espulso, Italia in 11 contro 10 per gli ultimi 9 minuti di gioco ma niente da fare, la Francia regge.

Si arriva così ai rigori, bestia nera dell’Italia ai Mondiali, il ricordo di quei rigori calciati alti, fino a baciare Giove e Venere, da Baggio e Baresi nel ’94 riaffiora come i peperoni mangiati alle 3 del mattino. Ma la legge dei grandi numeri si tinge d’azzurro. Buffon fa un dispetto al suo compagno d’avventure Trezeguet. Lo distrae e il francese colpisce la traversa. Gli italiani invece non sbagliano e il rigore realizzato da Pirlo ci regala il quarto titolo Mondiale, inaspettato tanto quanto quello vinto in Spagna nell’82.

I francesi, più per frustrazione che per altro, si consolarono issando una statua raffigurante la testata di Zidane a Materazzi. L’Italia calcistica, invece, guidata dalla forza che solo cuore e orgoglio possono dare, può finalmente rialzare la testa.
Il resto è festa. Camoranesi che si fa tagliare il codino da Oddo, Zambrotta che non la smette più di girare intorno al campo, Materazzi che abbraccia qualsiasi cosa gli capiti vicino e, soprattutto, quel sorriso splendido ed emozionante del nostro capitano, Fabio Cannavaro, che alza la coppa e vincerà meritatamente anche il Pallone d’oro qualche mese dopo.

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