La lira diventa moneta nazionale: A poco più di un anno dall’Unità d’Italia, la lira diventa moneta nazionale, con la firma da parte di Vittorio Emanuele II della legge n. 788 che introduce l’unificazione monetaria.

L’introduzione della lira italiana va fatta risalire, come per il tricolore, al periodo napoleonico. Infatti, il tricolore venne adottato dalla Repubblica Cispadana nella prima campagna d’Italia tra il 1796 – 1797; mentre la lira venne adottata alla seconda campagna d’Italia con la ricostituzione della Repubblica Cisalpina come Repubblica Italiana (gennaio 1802), trasformatasi poi in Regno d’Italia nel marzo 1805).

Dopo la fine del Regno d’Italia nel 1814, la lira rimase presente solo nel Ducato di Parma e nel Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I. venne emanato il decreto che stabilì la messa fuori corso di tutte le altre monete circolanti nei vari stati pre-unitari entro la fine dell’anno

La lira è diventata la valuta italiana dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1861, con la riunificazione dell’Italia sotto i Savoia, ma solo dal 24 agosto 1862 venne emanato il decreto che stabilì la messa fuori corso di tutte le altre monete circolanti nei vari stati pre-unitari entro la fine dell’anno. La lira rimane moneta nazionale fino all’introduzione dell’euro, cessando definitivamente di avere corso legale il 28 febbraio 2002.

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La moneta italiana da 1 lira era d’argento con un diametro di 23,1 mm e peso di 5 grammi. Al dritto riportava l’effigie di Vittorio Emanuele II, artefice dell’impresa unitaria, ed in basso la data.

Lo stampo delle lire venne affidato alla Zecca di Torino, affiancata dagli stabilimenti di Milano e Napoli, gli unici autorizzati a battere moneta. Tutti erano sottoposti a controlli da parte della Banca Nazionale del Regno d’Italia.

Era ammessa anche la circolazione delle vecchie monete che differenziavano gli ex stati indipendenti, come gli scudi di Modena e gli zecchini di Venezia. Si trattava in tutto di 236 diverse monete circolanti in Italia.

Le prime monete a circolare erano da  5, 10, 20, 50 e 100 (in lega d’oro) accanto ai tagli più piccoli in lega d’argento (1 e 2 lire, 20 e 50 centesimi) e in bronzo (1, 2, 5 e 10 centesimi).

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Dal 1872 iniziarono a comparire le banconote da mille lire e due anni dopo quelle da 500 lire che recavano entrambe il busto di Cristoforo Colombo. Con l’inizio dell’età repubblicana uscirono le prime 10mila lire che raffiguravano l’immagine di Dante Alighieri ed avevano un taglio grande rispetto alle altre banconote.

Nel marzo 1979 entra in vigore il Sistema monetario europeo (SME) e vi partecipano le monete di Germania, Francia, Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Lussemburgo. La fluttuazione delle monete è limitata al 2,25% a eccezione della lira che beneficia della banda allargata al 6%. La lira rimane nello SME fino al 1992, quando due formidabili attacchi speculativi da parte del finanziere George Soros, costringono la Sterlina e la Lira ad uscire dallo SME. La lira rientrerà nello SME il 25 novembre 1996, col cambio di 990 Lire per un Marco tedesco.

Il 1º gennaio 1999 entra in vigore l’euro, il cui tasso di cambio irrevocabile con la lira era stato fissato il giorno precedente. Da quel momento la lira rimase in vigore solo come espressione non decimale dell’euro, anche se monete e banconote continuavano ad essere denominate in lire.

Dal 1° gennaio 2002 si ebbe la doppia circolazione di lira ed euro, con il definitivo ritiro della prima il 1° marzo dello stesso anno.

 A cura di Linda Pacifico.

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