Light the Way, una luce per lo sviluppo sostenibile

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Il 24 settembre il mondo si mobilita attraverso Light the Way, iniziativa contro povertà e disuguaglianza per chiedere un intervento urgente ai leader mondiali prima del Summit newyorkese.

Il 2015 è l’Anno Europeo per lo Sviluppo (EYD2015), il primo anno dedicato all’azione esterna dell’Unione europea e al ruolo dell’Europa nel mondo. Ma, soprattutto, il 2015 è “l’anno in cui il mondo aveva concordato di raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio stabiliti nel 2000 e in cui la comunità internazionale si accorderà sul futuro quadro globale per l’eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile.” In questa cornice fatta di risultati traballanti, organizzazioni di tutto il mondo si sono mobilitate per dar vita a campagne di azione e comunicazione. È il caso dell’iniziativa “ Light the Way ”, che si inserisce nell’Action2015 campaign gestita dall’ONG CONCORD, promotrice della Civil Society Alliance nell’EYD2015.

Più di 2000 organizzazioni unite per dare vita ad un futuro migliore, che si impegnano a lavorare insieme per massimizzare l’influenza della società civile nelle decisioni dei leader mondiali; e che si impegnano, soprattutto, per trasformare realmente il 2015 in un anno di gesti volti al raggiungimento di un unico, ambizioso, obiettivo: la diminuzione (se l’eliminazione appare ancora un concetto utopistico) della povertà. Light the way è quindi l’azione che ci si aspetta dall’EYD2015, il provare a render concreto un impegno finora teorizzato e con ancora troppi pochi risultati all’attivo. Light the Way è in primo luogo uno slogan che non si limita, tuttavia, a rimanere impresso su pagine web, a servirsi solo di hashtag (#LightTheWay) e notizie strillate; ma cerca di approdare nel mondo reale, quello della società civile, dei “popoli”, delle persone, cui si richiede di “scendere in campo” per lo sviluppo, appunto. E lo si fa richiamando la luce, simbolo universale di speranza e che illumina la strada, anche quella lontana; anche quella del futuro, migliore, che Light the Way vuole contribuire a rendere possibile.

Così nella sera del 24 settembre, persone di tutto il mondo prenderanno parte ad eventi, organizzati per l’occasione, per chiedere ai leader mondiali di “accendere la luce” per un futuro migliore, per il pianeta  e le persone che ci vivono (“ Light the Way ” to a better future for people and the planet). La “base” della manifestazione, ovviamente, a Bruxelles, dove i networks locali sono invitati all’azione con un incontro proprio di fronte alla sede del Parlamento Europeo. Obiettivo principale: lanciare un messaggio forte, di partecipazione. Un messaggio che parlerà attraverso candele (LED in caso di pioggia), espressione perfetta di quella luce che Light the Way si propone di accendere (e per chi non potrà esser presente il movimento propone la pubblicazione di un tweet creativo con l’hashtag #LightTheWay).

La mobilitazione sceglie, dunque, il 24 settembre come Global Day of Action per rendere tangibile la richiesta di accelerare il contrasto a povertà, disuguaglianza e cambiamenti climatici perché vigilia del primo Summit fondamentale del 2015. Summit che si terrà a New York, proprio dal 25 al 27 del mese, per approvare i nuovi obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile in previsione del post-2015. Light the Way non è allora altro che una chiamata, per ricordare ai rappresentanti delle “stanze del potere” che il mondo è molto di più delle quattro mura in cui si riuniscono, ed è in difficoltà.

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