Every One 2015: un calcio alla mortalità infantile

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Torna Every One, la campagna lanciata da Save the Children per contrastare la mortalità infantile. Anche il mondo del calcio si unisce alla causa con l’invito “un calcio alla mortalità”.

“Sono 5,9 milioni i bambini al mondo che ogni anno muoiono prima di aver compiuto cinque anni per cause facilmente prevenibili e curabili, come la malaria, la polmonite, la diarrea o le complicazioni neonatali. Uno ogni cinque secondi. Ben un milione di bambini non supera il primo giorno di vita. Nella metà dei casi, queste morti hanno come concausa la malnutrizione.”

Questi i dati riportati da Save the Children alla vigilia del lancio della campagna Every One, giunta ormai alla sua settima edizione. Lanciata insieme alla Rai – con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione – Every One è una mobilitazione contro il fenomeno della mortalità infantile. Un fenomeno ancora pericolosamente diffuso, come confermano i numeri riportati dalla più importante organizzazione internazionale indipendente per la difesa dei diritti dei bambini. Un fenomeno che la campagna Every One tenta di contrastare dal 2009 con risultati particolarmente positivi, eppure non ancora completamente sufficienti.

Più di 1600 volontari si sono impegnati per promuovere Every One in tutto il Paese, più di 50 personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, della musica e della cultura hanno prestato la loro voce e il loro volto alla campagna; ma, soprattutto, 4 milioni gli italiani che dal 2009 ad oggi hanno sostenuto economicamente la causa. Numeri che sembrano ancora una volta confermare quanto gli italiani siano un popolo generoso e sempre pronto a partecipare di fronte a campagne di solidarietà.

Ma tanto quanto la generosità, continuando sulla scia di luoghi comuni (e tuttavia spesso reali), gli italiani restano ancora un popolo che, parafrasando Winston Churchill, perde le partite di calcio come se fossero guerre e le guerre come se fossero partite di calcio. E, dunque, quale migliore arma del calcio per dare visibilità a Every One e alla causa di cui si fa portatrice. In collaborazione con Lega Serie A, FIGC e AIA il mondo del calcio si unisce allora, quest’anno, insieme a Save the Children dando vita a Every One – “Un calcio alla mortalità”.

Presentato con la partita di qualificazione ai Campionati Europei 2016, Italia-Norvegia, del 13 ottobre, l’invito a sostenere la campagna di Save the Children continuerà nell’ottava giornata di campionato. Un weekend in cui arbitri, calciatori e squadre si schiereranno compatti contro un avversario tanto difficile, a tutela dei bambini e della loro vita. Tra i volti della campagna di comunicazione gli allenatori Allegri, Garcia, Mancini, Mihajlovic, Pioli, Sousa e i calciatori Lorenzo Insigne e Fabio Quagliarella; oltre all’ACF Fiorentina, partner di Save the Children già dal 2010.

“Nel solo 2014, grazie anche al contributo dei telespettatori della Rai, sono stati raggiunti oltre 9 milioni di bambini con programmi di nutrizione. Con i fondi raccolti, Save the Children Italia ha operato in questi anni in 8 Paesi (Egitto, Etiopia, India, Malawi, Mozambico, Nepal, Pakistan e Uganda ), promuovendo interventi salva-vita e contribuendo al rafforzamento dei servizi sanitari.” Quest’anno Every One riparte con la speranza di eguagliare e superare i numeri raggiunti nelle precedenti edizioni lanciando, ancora una volta, una raccolta fondi. Dal 12 al 18 ottobre la campagna sarà protagonista sulle reti Rai, in cui si alterneranno staffette di solidarietà, e sarà possibile donare (fino al 1° novembre) soldi per salvare la vita a un bambino con un sms o una chiamata al numero 45505.

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