Nel 1940, a un anno dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, esce in America Il Grande Dittatore, celebre film satirico di e con Charlie Chaplin

È il 15 ottobre 1940 quando nelle sale cinematografiche statunitensi esce Il Grande Dittatore, film diretto, prodotto e interpretato da Charlie Chaplin. Prima pellicola “parlata” di Chaplin, Il Grande Dittatore si presenta come una feroce satira antinazista: una parodia che, attraverso l’uso di un linguaggio spiccatamente allusivo e tuttavia non esplicito, si rivolge non solo al movimento tedesco ma direttamente ad Adolf Hitler – il grande dittatore del titolo – che si nasconde dietro il personaggio di “Hynkel”.

Così sul grande schermo appaiono la Tomaia (a rappresentazione della Germania), di cui Hynkel è il “Fui”, e la Batalia (Italia), governata dal Duce Bonito Napoloni. Mettendo in ridicolo le due figure e le loro ideologie, Il Grande Dittatore racconta la storia di Charlot, un barbiere ebreo che torna a casa dopo aver perso la memoria in un incidente aereo in guerra. Dopo aver passato anni in un letto di ospedale, il barbiere scopre l’esistenza del dittatore Hynkel e della campagna razzista da lui lanciata. Il forte senso di ribellione porterà il barbiere in un campo di concentramento da cui riuscirà a fuggire.

La somiglianza tra i due (“puramente casuale” come recitano i titoli di testa) permetterà a Charlot non solo di aver salva la vita ma soprattutto di sfruttare un’occasione unica: quella di pronunciare un discorso nelle vesti del grande dittatore. Un discorso di speranza per il futuro.

Il contenuto altamente politico e i toni grotteschi usati per mettere in ridicolo la megalomania dei totalitarismi dell’epoca comportarono censure e ritardi nell’uscita nelle sale di molti paesi; in Italia uscì solo nel 1949, con diverse scene e personaggi tagliati. Ciò comunque non impedì a Il Grande Dittatore di ricevere cinque nomination all’Oscar e di diventare uno dei film più conosciuti della storia del cinema.

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