Antonio Meucci, inventore del telefono, morì il 18 ottobre 1889 a Staten Island, senza ancora aver visto riconosciuta la paternità della sua invenzione

Grande appassionato di scienza e politica, Antonio Meucci rimane uno degli inventori più conosciuti non solo in Italia ma in tutto il mondo. Dopo anni di battaglie legali e solamente dopo la sua morte, avvenuta il 18 ottobre 1889, Antonio Meucci venne infatti riconosciuto come il vero inventore del telefono.

La storia di Meucci inizia nel quartiere fiorentino di Borgo San Frediano, prosegue con l’Accademia delle Belle Arti – dove entra a soli 13 anni – fino agli episodi che lo condussero in carcere diverse volte. Proprio in prigione entra in contatto con personaggi della massoneria e inizia a coltivare le idee politiche liberali e rivoluzionarie che lo porteranno ad allontanarsi, successivamente, dall’Italia. Fu il lavoro di aiuto attrezzista presso il Teatro La Pergola a far incontrare a Meucci l’amore e la curiosità per la meccanica e l’elettricità. Proprio le invenzioni di meccanismi sviluppati in quegli anni per favorire la comunicazione dietro le quinte porteranno Meucci a partire insieme ad Ester, divenuta sua moglie nel 1834, con una compagnia teatrale diretta a Cuba: lui nel ruolo di macchinista e ingegnere, lei come sarta.

La permanenza di Meucci a L’Avana durò ben 15 anni. In questo lungo periodo l’inventore fiorentino poté dedicarsi allo studio dell’elettrochimica e poi applicarla per migliorare il sistema idrico locale. Bisogna aspettare il 1849, e molti esperimenti, perché Meucci scopra la possibilità di trasmettere la voce attraverso l’elettricità. Così, mentre sta sottoponendo a scarica elettrica un paziente per curargli dei reumatismi, Meucci sente, attraverso il filo elettrico, l’urlo che questi emette.

E’ l’inizio del percorso di scoperta.

L’anno successivo Antonio Meucci e Maria Matilde Ester Mochi si trasferiscono in America dove danno inizio ad un’attività imprenditoriale. Negli anni che seguono Meucci perfezionerà il “telettrofono”, telefono parlante ideato dopo la scoperta del 1849 fino a sperimentarne numerosi modelli tra il 1864 e il 1865. Caduto in disgrazia depositerà un brevetto provvisorio dell’invenzione del telefono nel 1871; brevetto che non riuscirà più a rinnovare per motivi economici. Nel 1876 Alexander Graham Bell, entrato in possesso dei disegni di Meucci, depositerà il brevetto del proprio apparecchio telefonico. Dopo anni di discussione, Antonio Meucci morì il 18 ottobre del 1889 senza ancora vedersi riconosciuta la paternità dell’invenzione. Riconoscimento avvenuto solo nel 2002, nonostante le dichiarazioni della compagnia Bell sulle presunte differenze tecniche delle due invenzioni: quella di Meucci veniva infatti presentata, dalla Bell, come l’invenzione del telefono acustico, a differenza del telefono elettrico brevettato dall’azienda americana. La sentenza finale ha tuttavia dato ragione a Meucci.

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