Enrico Mattei, imprenditore protagonista del dopoguerra italiano, morì in volo mentre si dirigeva a Milano. Il suo aereo fu fatto esplodere il 27 ottobre ’62.

Enrico Mattei morì in un misterioso incidente mentre l’aereo su cui viaggiava sorvolava i cieli di Bascapè, in provincia di Pavia. Erano le 19 circa del 27 ottobre 1962 quando il fondatore e Presidente dell’Eni perse la vita, a poca distanza dall’aeroporto di Linate pronto ad accogliere il volo partito da Catania su cui viaggiava. Con lui morirono il pilota Irnerio Bertuzzi ed il giornalista statunitense William Mc Hale, che avrebbe dovuto scrivere un articolo sul dirigente. Alle iniziali dichiarazioni dei testimoni che affermavano di aver visto l’aereo esplodere in volo seguirono delle smentite, che alimentarono il mistero su chi fosse stato il mandante dell’omicidio.

Prima di diventare imprenditore pubblico, e un protagonista indiscusso nell’economia del dopoguerra in Italia, Mattei aveva vissuto insieme alla famiglia una vita modesta ad Acqualagna, il piccolo paese in provincia di Pesaro-Urbino dove era nato. Iniziò a lavorare presto in fabbrica, per decisione del padre che non lo vedeva portato per gli studi, e a vent’anni aveva già intrapreso la carriera dirigenziale nella piccola impresa in cui lavorava per poi trasferirsi a Milano. Durante la seconda guerra mondiale fu un partigiano (cattolico) attivissimo fino a ricoprire il ruolo di vicepresidente ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Fu in questi anni che entrò in contatto con i futuri esponenti della DC. Incaricato subito dopo la liberazione (aprile 1945) di smantellare l’Agip, azienda creata dal regime fascista, Mattei ne colse invece le potenzialità decidendo di riorganizzarla. E i risultati non delusero le aspettative: nel 1952 il governo fu “costretto” a creare nuove reti di gasdotti visti i numeri positivi della società guidata da Mattei. Nello stesso anno venne ideato il simbolo ancora esistente della società: il famoso cane a sei zampe.

L’anno successivo, il 1953, segna la nascita dell’Eni – Ente Nazionale Idrocarburi, di cui Mattei è la vera anima. Con l’Eni iniziarono le negoziazioni che portarono a rilevanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e ad accordi con l’Unione Sovietica. Il “metodo Mattei”, l’energica modalità di guidare la compagnia e di aprirsi nuove strade, portò Mattei in alto: l’unico in grado di sfidare le “Sette sorelle” petrolifere, nel tentativo di rendere l’Italia autonoma.

Il 27 ottobre 1962 Enrico Mattei, l’uomo che dell’energia italiana, moriva in un incidente aereo. Ucciso, in un giorno di pioggia che rimane ancora avvolto da una grande e fitta nebbia.

LASCIA UN COMMENTO