2 novembre 1975: muore Pier Paolo Pasolini

Anticonformista e “diseducatore” indimenticato, Pier Paolo Pasolini veniva trovato ucciso il 2 novembre 1975 all’idroscalo di Ostia, trasformatosi nella notte nella scena di un delitto ancora avvolto nel mistero.

Nato a Bologna nel 1922, Pasolini mostrò fin da bambino la sua versatilità culturale, conoscendo a soli 7 anni la passione per la scrittura, che lo porterà a diventare uno dei maggiori (anche se più criticati) intellettuali del secolo scorso. A soli 17 anni si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, una delle tante città in cui si era trasferito a causa degli spostamenti del padre, ufficiale d’esercito. Qui conobbe nuovi amici con i quali condivise le sue passioni, che spaziavano dalla letteratura al cinema, dalla pittura al calcio. Laureatosi con una tesi sulla poesia di Pascoli, Pasolini concluse gli studi ottenendo, come in tutta la sua carriera scolastica, il massimo dei voti.

Nel 1943 venne chiamato alle armi e costretto ad arruolarsi e negli anni della guerra iniziò a pubblicare i primi lavori. Intellettuale versatile, “diseducatore” per eccellenza, Pier Paolo Pasolini viene ricordato come poeta, scrittore, giornalista e regista. Tra le sue opere più famose l’indimenticato “Ragazzi di vita” – romanzo fortemente criticato per aver affrontato il tema della prostituzione e dell’omosessualità maschile – “Accattone” – film d’esordio di Paolini, considerato la trasposizione in bianco e nero dei suoi lavori scritti – e “Mamma Roma”.

Il 2 novembre 1975 all’idroscalo di Ostia, protagonista quel giorno delle prima pagine dei giornali, veniva trovato il corpo di Pier Paolo Pasolini, considerato da molti regista anche della sua stessa morte a causa della condotta immorale e sregolata attribuita alla sua vita.

La frequentazione delle borgate e di quei “ragazzi di vita” per lui tanto centrali da finire anche nelle sue opere sono state spesso riconosciute come causa dell’omicidio. Omicidio brutale, di cui fu ritenuto colpevole fin da subito Giuseppe Pelosi che confessò di aver ucciso l’intellettuale a seguito di una lite generata dalle avances sessuali di lui.

La sentenza non venne tuttavia mai considerata definitiva: i sospetti che Pasolini fosse stato ucciso da un gruppo di persone, l’esile corporatura di Pelosi, la mancanza di alcun segno di colluttazione come riferito invece dal ragazzo hanno contribuito negli anni ad alimentare l’idea di gravi negligenze nelle indagini.

A 40 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini l’ipotesi di un complotto è quella più accreditata; diversi i moventi ipotizzati, da quello letterario (legato alla “questione Eni” studiata nel romanzo-inchiesta incompiuto Petrolio) a quello cinematografico (simboleggiato dalla scomparsa di due bobbine del film Salò) o quello giornalistico (dato dal modo ribelle di Pasolini di raccontare i suoi tempi). Tanti dubbi e recriminazioni aleggiano intorno alla vicenda dell’idroscalo, luogo ancora strettamente legato all’immagine della morte di una delle figure artistiche del XX secolo più rilevanti sul panorama italiano.

“La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.”

Pier Paolo Pasolini, Poesia in forma di rosa

 

Tag

  • idroscalo di ostia
  • pasolini
  • pelosi
  • ragazzi di vita

Potrebbe interessarti: