L’Arte nel Cuore per la diversità e non violenza

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Un posto dove la diversità è considerata ricchezza, un’opportunità da cogliere, un nuovo paradigma educativo. È L’ Arte nel Cuore, prima accademia al mondo di spettacolo per ragazzi disabili e non.

Al motto di ʺDove c’è talento, non esistono barriereʺ, ragazzi autistici, in carrozzina, sordi, con la sindrome di down, insieme ai loro coetanei normodotati, frequentano corsi di recitazione, metodo mimico, canto, danza, trucco e parrucco. Questo, e molto altro, è l’ Arte nel Cuore

Nata nel 2005 da un’idea della sua presidente, Daniela Alleruzzo, che come San Francesco ha lasciato tutto per dedicarsi a questo progetto, la onlus romana L’Arte nel Cuore è una fucina di giovani talenti, come dimostrano le 12 recenti scritture per la fiction di Rai 1, Una grande famiglia 3.

Un’esperienza drammatica alle spalle, la morte precoce di un nipote disabile, ha cambiato per sempre la vita di Daniela e il suo percorso professionale. La perdita è stata la chiave per comprendere quale direzione dovesse prendere la sua vita. Un nuovo cammino intrapreso unitamente alla riscoperta della fede e la determinazione di chi crede che le persone con handicap, confinate nella propria realtà limitate dalle difficoltà quotidiane, possano facilmente superarle purché venga concessa loro un’opportunità.

Non un’isola felice ma una struttura dove investire sul proprio futuro. Banditi atteggiamenti compassionevoli e pietismi di rito, per accedere all’accademia de L’ Arte nel Cuore occorre sostenere delle audizioni e dimostrare di avere le attitudini e il talento per ritagliarsi un ruolo d protagonista nel mondo della tv e del cinema.

In questi 10 anni di attività, L’ Arte nel Cuore ha collezionato un lungo curriculum che vanta collaborazioni importanti con celebri musicisti e artisti, tra cui Imma Piro, Alessio Boni, Fabrizio Gifuni, Tony Esposito.

Vincitrice del Premio Anima 2013 per la sezione teatro, in cantiere ha appena messo un lungometraggio per il cinema prodotto da Ermanno Guida di Kimera film, reduce dal successo di Non essere cattivo, la pellicola italiana di Claudio Caligari candidata agli Oscar.

Da sempre attenta al sociale, in occasione della giornata internazionale contro il femminicidio, l’accademia ha realizzato il cortometraggio Evoluzione violenta, per dire no alla violenza sulle donne e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere, in particolare su donne con disabilità, vittime più invisibili e senza protezione.

Liberamente tratto dal monologo di Franca Rame, Lo stupro, il video, diretto eccezionalmente da Emiliano De Martino (che presta il volto anche al protagonista maschile), musiche del compositore Lino Cannavacciuolo, ispirandosi alla teoria darwiniana dell’evoluzione della specie, racconta la drammatica esperienza dell’abuso visto dagli occhi della vittima.

Nel cast, la protagonista femminile Noemi Giangrande è affiancata dagli allievi dell’accademia L’ Arte nel Cuore, con la partecipazione della ballerina e coreografa Francesca Cinanni, nel ruolo della donna incinta.

ʺI dati diffusi dall’organizzazione mondiale della salute – spiega Daniela Alleruzzo – parlano di 33% di donne “normodotate” abusate, una percentuale che sale drammaticamente, fino al 40% nel caso di donne con fragilità. L’obiettivo della nostra iniziativa – prosegue – è colmare il vuoto legislativo che esiste in materia chiedendo alle istituzioni di introdurre l’aggravante di reato per violenze di genere su donne disabiliʺ.

Il corto, della durata di 15 minuti, termina con l’immagine di una donna in gravidanza per ricordare agli uomini aguzzini che anche loro sono figli di una donna e l’invito corale a denunciare, sempre.

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