16 dicembre 1899: nasce il Milan

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Era il 16 dicembre 1899 quando un gruppo di inglesi e di italiani si riuniscono all’Hotel du Nord di Milano e costituiscono il Milan Cricket and Foot-ball Club. Presidente viene eletto Alfred Edwards, vice-console britannico a Milano.

Il primo allenatore e capitano fu Herbert Kilpin il quale introdurrà, dall’Inghilterra, le divise da gioco rossonere a strisce verticali. “Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari” furono le prime parole pronunciate dall’allenatore e capitano Kilpin.

Il 15 gennaio 1900 il club fu affiliato ufficilamente alla Federazione Italiana Football e il 15 aprile, nelle semifinali del campionato 1900, la squadra esordì con una sconfitta per 3-0 contro l’FC Torinese. Il 27 maggio dello stesso anno vinse la Medaglia del Re grazie al 2-0 ottenuto contro la Juventus.

L’anno seguente il Milan però si laureò subito campione d’Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. Per il bis occorse aspettare il 1906, quando ad essere battuta fu la Juventus che rifiutò di disputare la ripetizione della gara di spareggio sul campo dell’US Milanese, non condividendo la decisione della Federazione sulla scelta della sede della partita.

La storia ci riporta però velocemente gli anni 50 dove arrivò il quarto scudetto, dopo 44 anni di attesa, insieme alla prestigiosa Coppa Latina 1951, I successi di questi anni sono principalmente attribuibili al primo grande trio della storia rossonera il Gre-No-Li. Negli anni successivi  si unirono alla squadra altri campioni come Schiaffino, Bagnoli, Radice e Cesare Maldini che, capitanati da Nils Liedholm, furono fra i protagonisti delle vittorie nella Coppa Latina 1956 e di altri 3 campionati (1954-1955, 1956-1957 e 1958-1959). Nel 1958 il Milan raggiunse la sua prima finale di Coppa dei Campioni, perdendo però per 3-2 ai supplementari contro il grande Real Madrid vincitore delle prime cinque edizioni del trofeo.

Infatti per vedere il primo successo continentale dei rossoneri bisogna  aspettare il 1963 con Nereo Rocco in panchina José Altafini in attacco e un giovane Gianni Rivera in campo. Le reti di Altafini spinsero il Milan alla vittoria per 2-1 nella finale contro il Benfica nello stadio di Wembley e Cesare Maldini fu il primo capitano di una squadra italiana a sollevare la Coppa dei Campioni.

Gli anni settanta si aprirono con tre secondi posti consecutivi in campionato, due dei quali ottenuti dopo aver subito brucianti rimonte da parte di Inter (1970-1971) e Juventus (1972-1973). In particolare nel 1972-1973 i rossoneri persero un campionato che sembrava già vinto a causa di un’amara sconfitta nella “Fatal Verona”.Questi insuccessi i in campionato furono però mitigati dalla vittoria di due Coppe Italia e dalla seconda Coppa delle Coppe.

Seguirono alcune stagioni non esaltanti e con l’arrivo di Nils Liedholm in panchina nel 1977-1978, segnò il debutto di Franco Baresi, la squadra, guidata in campo da Gianni Rivera, vinse la concorrenza del Perugia e concluse il campionato imbattuto (prima squadra a riuscirvi nella Serie A) e mise finalmente in bacheca lo scudetto della stella

Gli anni ottanta si aprirono però in modo decisamente negativo arrivò infatti la prima retrocessione in Serie B e la radiazione del presidente rossonero Felice Colombo a seguito dello scandalo del calcioscommesse.

Il pronto ritorno nella massima serie, vincendo il campionato di Serie B 1980-1981, però fu seguito da una stagione fallimentare che vide i rossoneri retrocedere nuovamente, questa volta sul campo, chiudendo il torneo al terz’ultimo posto della classifica. La svoltà però avvenne il 20 febbraio 1986 quando la società, fortemente indebitata e a rischio fallimento, fu acquistata dall’imprenditore milanese Silvio Berlusconi, che ne ripianò il deficit economico.

Iniziarono gli anni in cui si scrisse la storia del “grande Milan”, la campagna acquisti fu sontuosa: arrivarono Donadoni, Bonetti, Galderisi, Massaro e Galli e dopo una stagione di assestamento il Milan scelse di puntare sul giovane tecnico Arrigo Sacchi e ai campioni già presenti in rosa si aggiunsero i fuoriclasse olandesi Marco van Basten, Frank Rijkaard e Ruud Gullit, pallone d’oro 1987.

Sacchi, dopo un inizio difficile, guidò la squadra alla rimonta sul Napoli sino alla vittoria finale in campionato. Tale successo fu il preludio a un triennio d’oro in cui i rossoneri si aggiudicarono due Coppe dei Campioni (1989, 1990), due Supercoppe europee (1989, 1990), due Coppe Intercontinentali (1989, 1990) e la Supercoppa italiana 1989.[45] Il Milan di Sacchi, ispirato al calcio totale, aveva rivoluzionato la pratica e la mentalità calcistica.

Chiuso il ciclo di Sacchi arrivò in panchina Fabio Capello. Escluso dalle competizioni europee, (dopo i fatti di Marsiglia)  il Milan si concentrò sul campionato 1991-1992, vinto senza subire alcuna sconfitta (impresa mai riuscita ad altre squadre italiane.) L’anno successivo il Milan si aggiudicò il secondo scudetto di fila e la Supercoppa italiana, ma fu nuovamente sconfitto dall’Olympique Marsiglia nella finale di Champions.

Ma l’annata che restò memorabile dell’era Capello fu il 1993-94, quella del double scudetto-Champions League (storico il 4-0 in finale contro il Barcellona). L’anno seguente il Milan s’impose nella Supercoppa italiana 1994 e nella Supercoppa UEFA 1994, ma fu sconfitto per 2-0 nella Coppa Intercontinentale 1994 contro gli argentini del Vélez Sarsfield.

Un altro periodo da ricordare della storia rossonera è legato a l’arrivo dell’ex calciatore rossonero Carlo Ancelotti nel 2001-2002 che inaugurò un nuovo ciclo vincente: sotto la sua guida tornò nella bacheca rossonera la Champions League, che mancava da nove anni, battendo ai rigori, nella finale dell’Old Trafford, i rivali della Juventus. Tre giorni dopo, contro la Roma, la squadra si aggiudicava la prima Coppa Italia dell’era Berlusconi. Nel 2003-2004 seguirono il diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea, vinta a MonteCarlo battendo per 1-0 il Porto di José Mourinho, mentre i rossoneri persero, sempre ai rigori, sia la Supercoppa italiana 2003 contro la Juventus che la Coppa Intercontinentale 2003 contro gli argentini del Boca Juniors.

Nel 2004-2005 ci fù la vittoria della Supercoppa italiana e la sconfitta-beffa nella finale di Champions League contro il Liverpool, che nel secondo tempo rimontò dallo 0-3 e vinse ai rigori.

Ma  l’anno successivo da grande squadra il Milan giunse nuovamente in finale di Champions, nuovamente contro gli inglesi del Liverpool, e la vendetta fu consumata, la doppietta di Inzaghi valse ai rossoneri la conquista del massimo trofeo continentale per la settima volta e Kaká, che vinse poi il Pallone d’oro 2007, fu capocannoniere della manifestazione con 10 gol.

Nel 2007-2008 vince la sua quinta Supercoppa europea e la prima Coppa del mondo per club, gli ultimi successi del ciclo Ancelotti, che al termine della stagione 2008-2009, segnata anche dal ritiro di Paolo Maldini, lasciò la panchina del Milan.

L’ultimo successo avviene sotto la guida di Massimiliano Allegri che nella prima stagione da allenatore, ha condotto la squadra rossonera, trascinata dai gol  Zlatan Ibrahimović, alla vittoria del 18 scudetto.

In 116 anni di gloriosa storia i rossoneri hanno vinto 7 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe Europee, 3 Coppe Intercontinentali, 1 Mondiale per Club, 18 Campionati, 5 Coppe Italia e 6 Supercoppe Italiane.

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