Sono le ore 7:58 dell’ora locale indonesiana il 26 Dicembre 2004, quando viene registrato un violento sisma a circa 240 chilometri a largo delle coste di Sumatra, che di lì a pochi minuti porterà una terribile onda di devastazione chiamata tsunami.

Quindici minuti: un lasso di tempo sufficiente per cambiare in modo radicale la vita di intere popolazioni, ma è anche un’attesa interminabile tra il violento sisma a largo di Sumatra e l’inizio della devastazione portata dalla terribile onda di tsunami che il 26 Dicembre del 2004 si abbatte sulle coste di ben 14 paesi del sud est asiatico.

Il principio della tragedia viene identificato alle ore 7:58 ora locale indonesiana, quando viene registrato un violento sisma di magnitudo 9.3 sulla scala Richter a circa 240 chilometri a largo delle coste di Sumatra, Indonesia, nelle profondità dell’Oceano Indiano, nel punto di convergenza di due placche tettoniche. E’ questo a provocare successivamente un’inarrestabile onda di tsunami.

onda di tsunami

La scossa dura 8 minuti, un tempo infinito, in cui tutto si sospende nell’attesa del reale cataclisma. Questo terremoto infatti è il terzo più potente mai registrato, dopo quello del Cile del 1960 e dell’Alaska del 1964. A partire dai quindici minuti successivi, le onde gigantesche dello tsunami iniziano ad abbattersi sulla terraferma, a cominciare dalle coste indonesiane dove il bilancio delle 168mila vittime è ancora un macigno tutt’altro che facile da portare.

Il cammino di morte e distruzione dello tsunami purtroppo non si ferma: le onde si abbattono infatti sulle coste della Thailandia, dello Sri Lanka, dell’India meridionale e le isole Nicobare, le Maldive, fino a lambire l’Africa orientale, Somalia, Kenya e Tanzania.

tsunami devastazioneLe onde di tsunami, alte fino a 20 metri, con una velocità di 700 chilometri all’ora, sono penetrate nell’entroterra, trascinandosi dietro qualunque cosa incontrassero sul loro lungo cammino: case, interi villaggi, persone… Portando vuoto e distruzione. Alcuni testimoni raccontano di aver visto il mare ritirarsi di diversi chilometri, ignari di quello che di lì a pochi minuti sarebbe successo e che avrebbe cambiato la vita di molti in modo radicale.

Le vittime totali accertate sono 230mila, insieme a centinaia di migliaia di senzatetto: numeri agghiaccianti complici di uno scenario apocalittico non solo agli occhi dei soccorritori, ma del mondo intero che ha vissuto la vicenda in un iniziale silenzio attonito; un silenzio che ha coperto le diffuse grida di disperazione.tsunami villaggio distrutto

Ma la tragedia dello tsunami è anche storia di salvezza, e di una solidarietà e generosità universale senza precedenti. Questo è quanto testimonia il rapporto “Lo tsunami 10 anni dopo” pubblicato da Oxfam un anno fa, in cui si sottolinea come la risposta ad uno dei peggiori cataclismi degli ultimi decenni abbia rappresentato un momento cruciale per il settore umanitario internazionale.

Il bilancio drammatico, circa 5 milioni di persone colpite in 14 Paesi, 230mila vittime e 1,7 milioni di senzatetto, è stato seguito da una straordinaria ondata di finanziamenti per far fronte all’emergenza umanitaria: 13,5 miliardi di dollari raccolti dalla comunità internazionale, di cui il 40% arrivati dalle donazioni di cittadini, fondazioni e imprese: la più ingente raccolta fondi della storia proveniente dal settore privato.onde di tsunami

“Una risposta umanitaria di questa portata, non sarebbe mai stata possibile senza la straordinaria solidarietà e generosità dei cittadini di tutto il mondo”, spiega la direttrice generale di Oxfam International, Winnie Byanyima: ” Grazie a tutto questo, centinaia di migliaia di persone sono state in grado di ricostruire la loro vita con dignità”.

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