Il 21 gennaio del 1871 Roma diventa capitale del Regno d’Italia grazie all’approvazione della legge che ha permesso il trasferimento del titolo da Firenze a Roma.

A seguito dell’unità d’Italia, 1861, re Vittorio Emanuele II ha iniziato a fare pressioni a Papa Pio IX, affinché questi rinunciasse al potere temporale.

L’8 settembre una lettera firmata da Vittorio Emanuele II giunge al Papa. Il re nell’epistola esplicita la necessità di garantire alle proprie truppe di occupare alcune tra le posizioni indispensabili per la sicurezza dell’Italia e della Santa Sede, in vista delle minacce del partito della rivoluzione cosmopolita.
Il Papa, però, risponde con fermezza:

« Sire,
Il conte Ponza di San Martino mi ha consegnato una lettera, che a V. M. piacque dirigermi; ma essa non è degna di un figlio affettuoso che si vanta di professare la fede cattolica, e si gloria di regia lealtà. Io non entrerò nei particolari della lettera, per non rinnovellare il dolore che una prima scorsa mi ha cagionato. Io benedico Iddio, il quale ha sofferto che V. M. empia di amarezza l’ultimo periodo della mia vita. Quanto al resto, io non posso ammettere le domande espresse nella sua lettera, né aderire ai principii che contiene. Faccio di nuovo ricorso a Dio, e pongo nelle mani di Lui la mia causa, che è interamente la Sua. Lo prego a concedere abbondanti grazie a V. M. per liberarla da ogni pericolo, renderla partecipe delle misericordie onde Ella ha bisogno.
Dal Vaticano, 9 settembre 1870 »

L’11 settembre l’inviato del re fa ritorno nella capitale e nello stesso giorno hanno inizio le operazioni militari.

La situazione rimane invariata, finché Napoleone III regna; tuttavia, con la caduta del Secondo impero nel 1870, l’Italia ha potuto procedere all’annessione dello Stato della Chiesa.

Il 20 settembre i bersaglieri comandati da Raffaele Cadorna, generale delle truppe, aprono una breccia nelle mura aureliane, per entrare a Roma. Papa Pio IX si vede allora costretto a ritirarsi, riconoscendo la sovranità italiana su Roma. Gli viene concesso il Vaticano, il Laterano e la Villa Pontificia di Castel Gandolfo, ma Roma è annessa al Regno d’Italia.

Le esortazioni al Governo affinché venisse trasferita la capitale da Firenze a Roma sono state numerose. Il malcontento tra i patrioti romani iniziava ad aumentare, a causa della decisione dell’allora presidente del Consiglio di trasferire la capitale nel luglio 1871. La situazione è arrivata alla svolta definitiva il 21 gennaio del 1871, anno in cui Roma è diventata a tutti gli effetti la capitale del Regno d’Italia.

“Con Roma, capitale d’Italia, ho sciolto la mia promessa e coronato l’impresa che ventitré anni or sono veniva iniziata dal magnanimo mio genitore. Il mio cuore di re e di figlio prova una gioia solenne nel salutare qui raccolti per la prima volta tutti i rappresentanti della nostra patria diletta, nel pronunciare queste parole: L’Italia è libera ed una; ormai non dipende più che da noi il farla grande e felice“.

Queste le parole del re nel discorso della Corona.

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