Pierfrancesco Favino è l’eclettico Pippo in “Servo per due”

Pierfrancesco Favino in scena al Teatro Diana di Napoli con la commedia “Servo per due”. Un viaggio che coinvolge il pubblico trascinandolo in un vortice di comicità, attualità ed equivoci attraverso la straordinaria interpretazione di un cast di altissimo livello.

Un Pierfrancesco Favino più brillante e istrionico che mai quello in scena al teatro Diana di Napoli fino a martedì 26 gennaio con la commedia “Servo per due”. Tratto da “Il servitore di due padroni” lo spettacolo, che vede la regia dello stesso Favino e di Paolo Sassanelli e continuerà a girare i teatri passando per Messina e finendo il tour a Roma, nasce da un altro libero adattamento al testo goldoniano: “One man, Two guvnors” di Richard Bean.

E’ da questo spettacolo, ambientato a Brighton negli anni ’60, che sboccia l’idea dei due attori di imbarcarsi in un’avventura dal sapore di un sogno esilarante il cui risultato finale sono più di due ore di “viaggio” nella già divertente commedia degli equivoci partorita dalla penna di Goldoni.

Le scenografie, semplici eppure estremamente attente al dettaglio, si fondono in modo quasi naturale con la recitazione di un cast stellare che dà perfettamente voce a personaggi e macchiette ambigue ma dalle mille sfumature e tutte spinte ad agire dalla forza dell’amore.

Così la storia di Pippo, continuamente affamato e in cerca di cibo (no, non basta lo snack offerto da uno spettatore alla retorica domanda di Favino), si intreccia con quella del misterioso Rocco e dello stravagante Lodovico. Due padroni incosapevoli l’uno dell’altro ma necessari per riempire la pancia del servitore. Ambientata nella Rimini degli anni ’30, nella rappresentazione non mancano sketch, riferimenti al presente e l’interazione col pubblico in un esperimento di metateatro perfettamente riuscito.

Niente è lasciato al caso: la full immersion nella Commedia dell’Arte e lo studio viscerale dei ruoli per acquisire completa consapevolezza del proprio personaggio porta sul palcoscenico un cast di livello altissimo, di cui Pierfrancesco Favino è solo il più conosciuto ma non l’unico al quale riservare fragorosi applausi.

Tra una scena e l’altra, l’intermezzo musicale è affidato ai fantasiosi arrangiamenti del gruppo Musica da Ripostiglio, “musicisti e persone meravigliose che hanno immediatamente aderito al progetto” ha dichiarato Paolo Sassanelli parlando dei quattro musicisti capaci di coinvolgere il pubblico quanto il resto degli attori sul palco.

Piccoli artifici, improvvisazioni del momento e battute farcite di “Ue, ue” e di un allegro dialetto napoletano (portato in scena su un palcoscenico nel cuore del Vomero) sono il tocco in più che conferiscono un pizzico di “magia” a una commedia che tiene il pubblico del Diana incollato alle poltrone e lo fa ridere dall’inizio alla fine, conducendolo lentamente verso un lieto fine scontato ma per nulla banale.

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