Millo e il Giardino delle culture riqualificano Milano

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Una riqualificazione urbana che cerca di ricordare ai milanesi il profondo rapporto tra città e uomo. E’ questo lo scopo (e l’emozione che trasmette) il murales di Millo nel Giardino delle Culture.

La cosa più bella di quando si cammina in una città è senza dubbio scoprire posti nuovi e stupirsi. Quello che mi è successo sabato scorso a pranzo a Milano, si avvicina alla meraviglia. Di tutti i tavoli in cui potevano metterci di certo non avrei scelto quello “in vetrina”: mi ha sempre messo un po’ ansia farmi vedere mentre mangio da chi passa sul marciapiede. Mi sono però presto resa conto che non ci sarebbe stata, invece,  soluzione migliore.

Guardando attraverso il vetro riconosco una delle cose più straordinarie che i miei occhi avevano visto solo tramite uno schermo: due enormi facciate bianche cieche dipinte da tratti neri che raffigurano un bambino rabdomante gigante in cerca del cuore nascosto dietro a un grattacielo e una bambina, anch’essa enorme nelle fattezze, che lancia enormi cuori aiutandosi con una fionda. «Love seeker» è il progetto dell’artista Millo, street artist di origini brindisine i cui disegni esprimono il rapporto tra la città e l’uomo. Gli enormi muri diventano dei fumetti a cielo aperto in cui le città sono più piccole in proporzione dei protagonisti dell’opera in cui possiamo rispecchiarci, ognuno secondo la nostra concezione. Personaggi sempre intenti a fare qualcosa e a lanciare un messaggio sempre diverso:  è questa la forza artistica di Millo.

Quest’opera rientra nel progetto che prende il nome di Giardino delle Culture  e si basa sulla riqualificazione di un’area urbana tra via Morosini e via Bezzecca a Milano: un’area di 1250 metri quadri portata a nuova vita grazie all’azione delle associazioni Comitato XXII Marzo, È-Vento e Teatro Laboratorio Mangiafuoco che, grazie al contributo economico del benefattore Lino Faccincani, dopo un lungo periodo di abbandono, hanno creato un’area pubblica destinata ad attività culturali e ricreative, come spettacoli e concerti, laboratori e giochi per bambini, teatro dei burattini. A completamento dell’opera, nel giardino, sono state installate le panchine in legno che si trovavano sulla terrazza del Padiglione Germania di Expo 2015.

Il progetto e in particolare la bellezza che esprime l’opera di Millo devono necessariamente essere replicati  in altre città italiane che sempre più spesso mirano a un forte processo di degrado e abbandono. D’altronde io la penso come la scrittrice statunitense Anaïs Nin “La vita normale non mi interessa. Cerco solo i momenti più intensi. Sono alla ricerca del meraviglioso.”

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