15 Febbraio 1898: nasce “il Principe” Totò

Il 15 Febbraio 1898 nasce Totò, pseudonimo di Antonio De Curtis, attore simbolo dello spettacolo comico in Italia. Soprannominato «il principe della risata» e considerato, anche in virtù di alcuni suoi ruoli drammatici, uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani.

Totò nasce il 15 febbraio 1898 nel rione sanità (un quartiere considerato il centro della “guapperia napoletana”) da una relazione clandestina di Anna Clemente con Giuseppe De Curtis che, in principio, per tenere segreto il legame, non lo riconosce. Solitario e di indole malinconica, cresce in condizioni estremamente disagiate e fin da piccolo dimostra una forte vocazione artistica che gli impedisce di dedicarsi agli studi.

Il bambino così riempiva spesso le sue giornate osservando di nascosto le persone, in particolare quelle che gli apparivano più eccentriche, cercando di imitarne i movimenti, e facendosi attribuire così il nomignolo di «’o spione». Questo suo curioso metodo di “studio” lo aiuterà molto per la successiva caratterizzazione di alcuni personaggi interpretati durante la sua carriera.

All’inizio degli anni Venti il marchese Giuseppe De Curtis riconosce Totò come figlio e regolarizza la situazione familiare sposandone la madre. Riunita, la famiglia si trasferisce a Roma, dove Totò, con la disapprovazione totale dei genitori, viene scritturato come “straordinario”, cioè un elemento da utilizzare occasionalmente e senza nessun compenso,nella compagnia dell’impresario Umberto Capece, un reparto composto da attori scadenti e negligenti. Si affaccia così alla commedia dell’arte  e guadagna un particolare apprezzamento del pubblico impersonando sul palco l’antagonista di Pulcinella.

Nel 1930, anno dell’avvento del sonoro, Stefano Pittaluga, che produsse con la Cines La canzone dell’amore (il primo film italiano sonoro), era alla ricerca di nuovi volti da portare sul grande schermo. Le doti comiche di Totò non gli sfuggono e, dato che era in procinto di produzione un film chiamato Il ladro disgraziato, coglie l’occasione per fargli fare un provino.

Da quando entra nel mondo del cinema, sono copiosi i film che gli si presentano davanti,  molti dei quali non venivano nemmeno realizzati per problemi di produzione o per sua rinuncia. Alcuni vengono girati contemporaneamente, in tempi ristrettissimi (la maggior parte in due o tre settimane) e sul set spesso improvvisati, tanto che a volte è proprio la troupe a raggiungere Totò nelle città in cui recita a teatro.

L’attore, complice la pigrizia, è sempre molto precipitoso quando gli vengono proposti dei progetti, ed essendo profondamente istintivo spesso non vuole conoscere nulla della pellicola da interpretare, affidandosi quindi alle sue qualità creative. Così, come sul palcoscenico, l’attore dà libero sfogo all’improvvisazione: il copione rappresenta solo un timido canovaccio, concependo sul momento le gag e le battute.

Secondo un sondaggio del 2009, condotto dal giornale online quinews.it con mille intervistati, Totò risulta essere il comico italiano più conosciuto ed amato. I suoi film, visti all’epoca da oltre 270 milioni di spettatori (un primato nella storia del cinema italiano), molti dei quali rimasti attuali per satira e ironia, sono stati raccolti in collane di VHS e DVD in svariate occasioni e vengono ancora oggi costantemente trasmessi dalla tv italiana, riscuotendo successo anche tra il pubblico più giovane. Inoltre talune sue celebri battute, espressioni-mimiche e gag sono divenute perifrasi entrate nel linguaggio comune.

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