Bowie before Ziggy, omaggio al duca bianco

Bowie before Ziggy, omaggio al duca bianco

Bowie before Ziggy è la mostra fotografica di Michael Putland dedicata a David Bowie, visitabile fino al 30 aprile a Bologna.

Visitabile fino al 30 aprile 2016 presso la Galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna, la rassegna, attraverso le immagini e le memorie del fotografo britannico, racconta un giorno nella vita del Duca Bianco, poco prima che questi prendesse gli abiti e le sembianze di Ziggy Stardust.

Era il 1972 quando inventò il personaggio, il suo alter ego, raccontando in giro di essere un alieno precipitato sulla terra per aprire gli occhi a un’umanità decadente. L’anno del primo tour che lo consacra a stella del rock, uno dei pochi artisti in grado di conciliare il sound della sua musica con il kabuki, pop e avanguardia, ambiguità sessuale e arti visive, trasgressione e letteratura. Una carriera prolifica disseminata di successi e brani consegnati alla storia.

Dopo Station to station (’76) e The Thin White Duke (’76), Bowie inizia a collaborare con Brian Eno registrando tre album, pietre miliari della musica, Low, Heroes e Lodger. Inaugura gli anni Ottanta con una nuova, clamorosa svolta stilistica che gli frutterà il più grande successo commerciale della sua discografia, Let’s Dance, un raffinato viaggio attraverso il rock’n’roll, il funky, la dance più elegante.

Nel 2007 Bowie riceve il Grammy alla carriera, nel 2008 viene inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone. Una leggenda che, dopo la recente scomparsa, rivive nella mostra di Putland.

L’esposizione, ampliata da qualche scatto pre e post Ziggy Stardust e da altri provenienti dallo Station to Station Tour, è composta da 27 fotografie scattate nell’allora residenza di Bowie, Haddon Hall, in diversi formati e corredata dal lavoro grafico di Terry Pastor, designer che realizzò la copertina di Ziggy Stardust e Hunky Dory.

Le registrazioni di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars erano terminate da qualche settimana e, il disco, sarebbe stato pubblicato poco dopo. Il 28 aprile esce infatti il primo singolo dell’album, “Starman”. Quel 24 aprile, Bowie, nella calma che precede la tempesta che lo avrebbe reso un fenomeno planetario, dipinge il soffitto di casa sua indossando un abito disegnato insieme all’amico stilista Freddy Buretti. Lo stesso abito che usava sul palco, in quel periodo, e che sarebbe stato immortalato nella cover di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. È un Bowie molto rilassato, quello che accoglie Putland, avviato all’apice della sua popolarità e già molto sicuro della sua immagine, espressione del trasformismo più sfrenato.

Gli scatti testimoniano l’influenza che l’artista ebbe non solo nel mondo della musica ma anche nel costume, nella società e nella cultura in genere. Un Bowie che inventa e reinventa se stesso continuamente e soprattutto codifica, a modo suo, il significato di “Europa e di europeo”.

Insomma, se passate da Bologna, la mostra è una tappa obbligata!

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