Il 4 aprile 1951 nasce a Roma Francesco De Gregori, cantautore simbolo della musica italiana amato da tutte le generazioni.

“E con le mani amore per le mani ti prenderò. E senza dire parole nel mio cuore ti porterò e non avrò paura se non sarò bella come dici tu, ma voleremo in cielo in carne ed ossa non torneremo più…” chi non riconoscerebbe da queste poche parole uno degli artisti più importanti della scena musicale italiana? Si, stiamo parlando proprio di lui Francesco De Gregori, nato a Roma il 4 aprile del 1951.

Poeta ermetico e rivoluzionario, le sue canzoni sono definite vere e proprie fiabe che raccontano la storia del nostro paese dagli anni sessanta ad oggi e nonostante abbia più volte affermato di non voler essere definito cantautore il suo modo di comporre canzoni è assolutamente in linea con la vera e propria canzone d’autore italiana.

Amato da persone di diverse generazioni, i suoi brani -anche quelli nati tanti anni fa ormai- arrivano fino ad oggi a testimonianza del fatto che De Gregori è uno di quei pochi musicisti senza tempo. “Le parole sono importanti, ma chi cerca solo quelle può trovarle nei libri. Per me l’attrattiva più grande la dà la musica. Una canzone è un ibrido, le si chiede leggerezza, può commuovere o diventare il punto di riferimento di una vita. Ti ricorda momenti. Ma basta toccare la chitarra in un modo diverso e cambia tutto” ha dichiarato recentemente il cantautore in un’intervista. E subito salta alla mente la semplicità ma l’eterna bellezza di brani come “Buonanotte Fiorellino”, “Rimmel”, “Pezzi di vetro”, “Generale”.

La sua carriera comincia negli anni sessanta nel locale trasteverino Folkstudio dove si esibisce insieme al fratello Luigi e ad altri giovani cantautori della scuola romana, Antonello Venditti, Edoardo De Angelis, Mimmo Locasciulli, Riccardo Cocciante, Stefano Rosso, e dove conosce Caterina Bueno con la quale partirà per un tour nel 1971. Il vero successo commerciale arriva però nel 1975 con l’album “Rimmel”, il suo album più famoso definito pietra miliare della musica autoriale italiana e festeggiato quarant’anni dopo con un concerto-evento all’Arena di Verona.

Il suo ultimo lavoro “De Gregori canta Bob Dylan- Amore e Furto” è un lavoro di difficile reinterpretazione e riadattamento, una vera e propria dichiarazione d’amore e di ammirazione nei confronti del cantautore statunitense i cui brani sono stati tradotti in italiano e riproposti quasi tutti con i loro arrangiamenti originali.

Criticato per il suo carattere schivo, definito cantante di sinistra e a volte anche censurato De Gregori  è una parte fondamentale della canzone d’autore italiana.

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