Il 23 aprile 1996 l’UNESCO istituisce la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Ma bisogna tornare in Catalogna nei primi anni del ‘900 per scoprire le vere origini dell’iniziativa.

“Nessun vascello c’è che come un libro
possa portarci in contrade lontane
né corsiere che superi la pagina
d’una poesia al galoppo  ̶
Questo viaggio può farlo anche il più povero
senza pagare nulla  ̶
tant’è frugale il carro che trasporta
l’anima umana.”  

Emily Dickinson

Riempire di nuovi colori e spazi alla fantasia, vivere mille – e più – vite diverse, conoscere nuovi mondi e imparare a (ri)conoscersi, attraverso le pagine di un libro. Sono questi alcuni dei motivi per i quali sulla lettura esistono aforismi e citazioni pressoché infinite, pareri e opinioni innumerevoli di artisti, scrittori, intellettuali e persone comuni.

È anche per tutto questo che il 23 aprile 1996 l’UNESCO ha decretato la nascita della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Una giornata interamente dedicata alla cultura, alla promozione della lettura (intesa come momento di piacere e di crescita non solo personale ma anche a livello sociale) e alla salvaguardia di uno dei diritti talvolta sottovalutati: il diritto d’autore, inteso come la protezione della proprietà intellettuale.

La scelta di dedicare 24 ore di ogni anno alla lettura e al diritto di autore, attraverso l’istituzionalizzazione di una Giornata mondiale del libro, nasce molto tempo prima della conferenza generale dell’UNESCO tenutasi a Parigi. La concezione che la lettura sia sinonimo di progresso affonda infatti le sue radici nell’assolata terra della Catalogna. È in questa regione che la Giornata mondiale del libro venne proposta all’inizio del ‘900 dallo scrittore Vincent Clavel Andrés, diventando negli anni una vera e propria tradizione, tanto che nel 1926 l’evento venne messo a decreto da re Alfonso XIII. In quell’anno la giornata del libro diviene perciò un evento nazionale e la data – dopo l’iniziale 7 ottobre (presunta nascita di Cervantes) – viene ben presto individuata proprio nel 23 aprile, giorno di nascita e morte di numerosi scrittori illustri (da De Cervantes a Shakespeare, fino a Inca Garcilaso de la Vega e al premio nobel Halldór Laxness).

E proprio il 23 aprile viene ripreso dall’UNESCO per trasformare la giornata del libro spagnola in un evento mondiale, che dal 1996 racchiude numerose iniziative sparse per il mondo.

“Un libro è un collegamento tra passato e futuro. È un ponte tra generazioni e tra culture diverse. È una forza unica, capace di creare e condividere con gli altri saggezza e conoscenza […], una finestra aperta sulla propria vita interiore e la porta di accesso verso il rispetto reciproco e la comprensione dell’altro”.

Queste sono solo poche delle parole pronunciate da Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO, in occasione del 23 aprile. Poche parole che ben si prestano a un piccolo spunto di riflessione sul fatto che in un mondo di reti, interconnessioni e tecnologia i libri non sono, né possono, esser “passati di moda”. Al contrario, come dei ponti che si adattano ai cambiamenti, dal digitale al cartaceo un libro può diventare una chiave di volta, un’opportunità per aprirsi a nuovi orizzonti; ed ecco perciò che in quest’ottica non può che apparire chiaro lo spirito della Giornata mondiale del libro: un’occasione in più per far scoprire e condividere il piacere della lettura.

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