Il 6 Maggio 1856 nasce il neurologo e fondatore della rivoluzionaria pratica psicanalitica, Sigmund Freud.

“I sogni ci rammentano continuamente cose a cui abbiamo cessato di pensare e che da lungo tempo hanno perso importanza per noi.” Questa è solo una delle tante citazioni che fanno ben intendere il rivoluzionario lavoro di scoperta scientifica del neurologo Sigismund (detto Sigmund) Freud, fondatore della pratica psicanalitica, branca oramai fondamentale per capire a fondo i processi psicologici della mente umana.

Freud, nato a Freiberg il 6 Maggio 1856, è noto in tutto il mondo quindi per aver elaborato una teoria scientifica e filosofica secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle interazioni tra individui.

Freud

La portata rivoluzionaria delle sue scoperte quindi sono i tentativi, seppur non compresi da tutti inizialmente, di stabilire correlazioni tra la visione dell’inconscio, rappresentazione simbolica di processi reali, e delle sue componenti con le strutture fisiche della mente e del corpo umano, teorie che poi hanno trovato parziale conferma anche nella moderna neurologia e psichiatria.

Durante le sue ricerche in un primo momento decide di dedicarsi allo studio dell’ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psichiatrici, influenzato dagli studi di Josef Breuer sull’isteria e in particolare dal caso Anna O. (ossia Bertha Pappenheim, futura fondatrice dei movimenti di assistenza sociale e di emancipazione femminile), al quale si interessa sulla base delle considerazioni di Charcot, che individuava nell’isteria un disturbo della psiche e non una simulazione, come ritenuto fino ad allora. Dalle difficoltà incontrate da Breuer nel caso, Freud costruisce così progressivamente alcuni principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente come la resistenza e il transfert.

In generale, si usa datare la nascita della psicoanalisi con la prima interpretazione di un sogno scritta da Freud, un suo sogno della notte tra il 23 e il 24 luglio 1895, riportato anche ne l‘interpretazione dei sogni come “il sogno dell’iniezione di Irma”. La sua interpretazione rappresenta perciò l’inizio dello sviluppo della teoria freudiana sul sogno, insieme all’abbandono del metodo ipnotico utilizzato in quella fase del suo sviluppo, che a ragione si può definire l’inizio della psicoanalisi.

Sigmund Freud

Sempre di questo periodo sono poi le intuizioni che formano il nucleo della psicoanalisi: il metodo d’indagine mediante l’analisi di associazioni libere, lapsus (da cui il lapsus freudiano), atti involontari, atti mancati e l’interpretazione dei sogni,  concetti come la pulsione (Eros e Thanatos),  e le componenti dell’inconscio e della coscienza, con la ormai celeberrima distinzione tra Es, Io e Super Io.

Le associazioni tra le scoperte di Freud e le implicazioni socio-culturali sono innumerevoli, ma sarebbe un vero e proprio delitto in tutto ciò non citare il rapporto tra la pratica psicanalitica e l’arte, suggellato dall’incontro in un cafe londinese con il pittore Salvator Dalì, esponente della corrente surrealista, l’unica in grado (forse in tutta la storia dell’arte) di dare una forma visiva alla complicata matassa che è l’inconscio.

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