L’11 maggio del 1860 Giuseppe Garibaldi arriva in Sicilia, a Marsala, con i suoi combattenti, azione strategica passata alla storia come lo sbarco dei Mille.

A Marsala in Sicilia, l’11 maggio del 1860, i mille danno inizio alla conquista dell’isola.

Tra l’1 e il 4 maggio del 1860 più di mille volontari si sono raccolti presso Quarto, nella periferia di Genova. Un viaggio per mare fino alla Sicilia, con partenza nella città di Talamone, che non ha avuto nessun tipo di problema.

In tale modo ha avuto inizio il processo di unificazione dell’Italia, esigenza nata da uomini che, sorretti dalla speranza, sono riusciti ad abbattere un regime tirannico e ricco delle risorse militari e poliziesche proprie di un potere assolutistico.

La spedizione garibaldina dei Mille in Sicilia, e poi verso Napoli, non ha trovato ostacoli internazionali. Anzi. Questo processo di unificazione dell’Italia, avviato sotto il segno eversivo di un vasto progetto di riorganizzazione generale dell’Europa in senso nazionale, si è compiuto cercando di mantenere i rapporti di equilibrio continentali.

L’Italia unita è in questo modo potuta fiorire continuando a porsi come diaframma tra le opposte tendenze espansionistiche della Francia e dell’Austria.

I Mille, comandati da Giuseppe Garibaldi, sono stati il primo nucleo di un nuovo esercito, quello che in un breve lasso di tempo è riuscito a conquistare il Regno delle due Sicilie e ad annettere il Regno di Sardegna.

Grazie ai Mille, poco tempo dopo la loro spedizione, venne proclamato il Regno d’Italia sotto la dinastia di casa Savoia.

In quegli anni, l’assetto complessivo dell’Europa non è stato, almeno in apparenza, sconvolto da questa evoluzione unitaria, fondata sul principio rivoluzionario della nazionalità.

Una spedizione, quella dei Mille, che ha avuto come scopo il capovolgimento del governo borbonico. Un esercito di volontari che insieme sono riusciti a sovvertire le sorti di un Paese, per essere ricordati nel tempo.

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