Aquileia: piccola guida ai siti Unesco italiani

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basilica aquileia

Tornano gli appuntamenti per scoprire il fascino e la storia dei siti Unesco. Oggi vi facciamo viaggiare alla scoperta di Aquileia.

Per iniziare a parlare di Aquileia, città del Friuli Venezia Giulia in provincia di Udine, è necessario fare un tuffo indietro fino alla storia romana antica. Aquileia fu infatti una delle più grandi e ricche città dell’Impero Romano, distrutta da Attila verso la metà del V secolo, precisamente il 18 luglio 452 d.C.

Costruita inizialmente come colonia nel 181 a.C. per difendere il confine dalle pressione dei popoli barbarici che minacciavano il territorio da Est, sotto Massiniano divenne anche centro strategico per la diffusione del Cristianesimo nell’area Nordorientale d’Italia.

La storia italiana della città inizia però solo alla fine della prima guerra mondiale; dal 1509 infatti faceva parte del litorale asburgico in seguito al Trattato di Campoformio.

La maggior parte della antica colonia non è ancora stata riportata alla luce, e costituisce la più grande riserva archeologica del suo genere; la basilica patriarcale presenta una stupenda pavimentazione a mosaico risalente al IV secolo, con scene dell’ antico testamento ancora in stile naturalistico di matrice ellenistica, sebbene già pienamente adeguata alla simbologia cristiana dell’ epoca.

La città moderna, attraversata dal fiume Natissa, si sviluppa oggi attorno alla basilica, inglobando anche i resti dell’antica città romana.

Il sito è stato inserito nella lista Unesco nel 1998 come il più completo esempio conservato di città antico-romana nel Mediterraneo.

aquileia dall' alto

L’ accesso alla basilica (edificata nella sua forma originaria dal vescovo Teodoro nel 313 d.C.), è libero, mentre sono a pagamento la visita al campanile ed alle due cripte, quella degli scavi e quella degli affreschi.

Il Fondo ex Cosar, il Fondo Cal Barberi, Fondo Pasqualis e Sepolcreto sono le principali fondazioni che curano il servizio di apertura e chiusura degli accessi, custodia delle aree nell’orario di apertura al pubblico (gli orari sono variabili, sempre bene consultare il sito), manutenzione ordinaria del verde e valorizzazione.

Area importante (che nel 1939 ha subito un importante restauro) è ancora quella del Foro, in corrispondenza della via Giulia Augusta all’incrocio con via Gemina, che presenta i resti di colonne romane in bella mostra, visibili già percorrendo la statale.

Non di minor importanza la zona del Porto fluviale romano (via Sacra), in quanto ai tempi degli antichi romani, la città era percorsa nella sua parte orientale da un fiume imponente, il cui corso fu poi deviato nel IV secolo.

L’area fungeva da importante fulcro per commerci e comunicazioni della città; il molo e la sua banchina, dove un tempo attraccavano le imbarcazioni, giace oggi in mezzo al verde, ed il fiume è poco più che un ruscello, anche se il risultato è gradevole.

Riserviamo un ultimo cenno al Museo Archeologico Nazionale (ingresso 4 €, ridotti 2 €, martedì-domenica, orari variabili), il quale espone nelle sue sale esclusivamente reperti rivenuti in loco durante gli scavi, inclusi monili, oggetti in ambra, monete e gemme incise; c’è anche una sezione navale, con resti di una imbarcazione romana rinvenuta vicino a Monfalcone.

museo aquileia

Come arrivare: in treno si raggiunge la stazione di Cervignano-Aquileia-grado, a circa 7 km dalla città, con la quale è collegata grazie ad un servizio di pullman; in macchina si percorre l’autostrada A4 Venezia-Trieste con uscita al casello di Palmanova, a circa 15 km; l’ aeroporto più vicino è quello di Trieste/Ronchi dei Legionari a circa 15 km.

Da Aquileia parte poi anche un particolare pellegrinaggio, che passando per Tarvisio, collega la città romana con i santuari di Maria Saal e di Brezje in Austria e Slovenia, snodandosi per mulattiere e sentieri a volte impervi per più di 200 km.

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