Da rifugiato ad atleta: l’integrazione che corre

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da rifugiato ad atleta: l'integrazione che corre

Rifugiato non è solo una parola: è la storia di disperazione e fuga ma anche di integrazione, come quella raccontata il 25 settembre a Teramo.

Rifugiato: poche lettere scelte per sostenere una dopo l’altra il pesante fardello di storie difficili da racchiudere in una definizione. Storie di viaggi, fughe, disperazione. Storie che giungono attraverso l’eco dei giornali, attraverso immagini, attraverso gli occhi di quegli stessi paesi per i quali “profugo” è un problema da risolvere, prima che una persona da accogliere.

Eppure il fenomeno dei migranti è uno dei racconti più tristi dei nostri tempi, dal quale non ci si può più chiamare fuori. E così, mentre molti Stati decidono di innalzare muri alti quanto basta per non vedere più il problema, sono tanti gli esempi positivi “made in Italy” in un processo di integrazione e accoglienza ancora difficile da realizzare.

Storie contro muro

Dopo la solidarietà dimostrata dai ragazzi immigrati ospiti a Campli (TE), che hanno donato parte del kit igiene e del loro cibo alle popolazioni scosse dal sisma lo scorso agosto, è ancora l’Abruzzo a sperimentare nuove modalità di integrazione.

Domenica 25 settembre a Teramo la VI edizione dell’evento Sportissimamente “Lo sport sotto le stelle” si è trasformata in un palcoscenico che ha visto come protagonisti sport e integrazione, fusi insieme in uno spettacolo all’insegna del benessere.

In questo scenario si è infatti svolto l’incontro tra i beneficiari dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Teramo, gestito dalla Cooperativa Sociale Domus Caritatis, e gli atleti del gruppo podistico “Pretuzi Runners Teramo”.

Non più correre per fuggire…

Un confronto tra persone molto diverse ma accomunate da uno stesso elemento: la corsa, disciplina sportiva e, allo stesso tempo, importante via di fuga per rinascere insieme come uomini liberi. Il coinvolgimento dei ragazzi rifugiati è partito da Carlo Franchi, Presidente dell’associazione dilettantistica dei Pretuzi Runners, e da Massimo Giovannozzi, Segretario, i quali si sono avvicinati al progetto di accoglienza teramano con sensibilità ed entusiasmo.

Sono state così poste le basi per la sigla di un protocollo d’intesa finalizzato al raggiungimento di obiettivi quali la promozione del benessere psico-fisico e lo sviluppo di nuove forme di solidarietà interculturale, di integrazione e socializzazione sul territorio.

E se è vero che nello sport non importa chi tu sia ma quale atleta potresti diventare, quale miglior occasione per sfruttare momenti di vita vera, attraverso la condivisione di sudore, fatica e gioia?

Perché in fondo uno spogliatoio forte è la vera arma vincente di qualsiasi squadra, anche di quella che potrebbe nascere dall’incontro con dei ragazzi venuti da lontano, col loro bagaglio di storie da raccontare ma la stessa voglia di “scendere in campo”.

Perché per una squadra simile, la parola “rifugiato” rappresenta molto più di quelle poche lettere pronunciate troppe volte con disprezzo.

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