Fortunato, arriva il wine bar per tutte le tasche

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Fortunato wine bar

E’ romana la prima enoteca che rende accessibili i vini di lusso. Noi di Openmag siamo andati alla scoperta di Fortunato e oggi vi raccontiamo questo wine bar.

Prendi uno storico ristorante nel cuore della Capitale, a due passi dal Pantheon, dove sono passati, dal 1975 ad oggi, politici della prima, seconda e Terza Repubblica, star di Hollywood, primi ministri e presidenti da tutto il mondo, ma anche re e regine, e trasformalo in un wine bar moderno e alla portata di tutti.

Nasce così il 17 settembre, da una costola di “Fortunato”, l’omonima enoteca che offre oltre 500 etichette da scoprire e degustare alla mescita. L’intuizione è di Jason Baldassarri, erede di Fortunato, patron del tempio della ristorazione, morto ormai due anni fa.

Il format

L’enoteca, per il suo concept rivoluzionario, rappresenta un unicum nel panorama enogastronomico della Capitale ʺdove c’è sempre stata una cultura del vino della casa –  spiega il proprietario –  noi crediamo invece che il vino al bicchiere, se valorizzato in maniera adeguata, possa davvero rappresentare il futuro della cultura enologica nel nostro Paeseʺ.

Detto fatto. Per proseguire nel solco paterno della tradizione di ospitalità, Jason ha deciso di realizzare un progetto originale, appassionato e di qualità che offrisse a tutti la possibilità di degustare vini blasonati, dal Sassicaia al Palazzi a costi accessibili, ma soprattutto valorizzare la grande tradizione italiana.

Finisce l’era del vino di lusso.

Bottiglie da 300 euro non sono più appannaggio di un solo ceto sociale ma per 14 euro chiunque può concedersi un assaggio da re, bollicine incluse.

Un sistema tecnologico con brevetto italiano, in grado di garantire il controllo della qualità, della quantità e della temperatura del vino erogato, permette infatti di spillare il vino direttamente dalla bottiglia al bicchiere, mantenendone intatte le qualità organolettiche per oltre 3 settimane.

Quando una bottiglia viene aperta, difficilmente dura così tanto tempo!” assicura Manuela che, insieme al sommelier Alessandro e a Tonino, gestiscono l’accoglienza nel wine bar. “Questo format così innovativo sta riscuotendo grande successo di pubblico, non solo tra i turisti. Proponendo, infatti, una vasta gamma di etichette top fashioned per qualità e per attrazione, che rispecchiano le molteplici realtà del territorio, dal piccolo produttore, anche bio, alle grandi cantine in prevalenza italiane ma anche francesi, australiane, cilene e tedesche, siamo in grado di soddisfare tutti i palati, anche quelli più esigenti”.

Fino ad oggi nessuno si era mai spinto oltre il Coravin nel sistema wine by the glass, come testimonia anche la recente apertura di Brylla nel quartiere trieste. Due sistemi differenti per la conservazione del vino che danno entrambi la possibilità ai ristoratori di allargare la propria offerta di prodotti vinicoli al consumatore esperto e aiutare nella degustazione di nuovi prodotti anche il consumatore comune.

L’offerta

Il percorso di degustazione, grazie ad una wine card gratuita prepagata, consente di scegliere tra un assaggio (0,25 ml), metà bicchiere (0,75 ml) e un calice (150 ml) di tutte le etichette in assortimento. Ogni volta che il cliente inserisce la tessera nel distributore e preme il tasto corrispondente, si inserisce il credito nella carta.

Inoltre, l’offerta enologica è accompagnata da una proposta gastronomica che spazia dai salumi, provenienti dall’Antica Macelleria Falorni (Greve in Chianti), ai formaggi di aziende italiane, per lo più pugliesi, accuratamente selezionate per garantire prodotti di altissima qualità. Provare per credere!

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