Giocattolo sospeso, un gesto che illumina il Natale

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giocattolo sospeso, un gesto che illumina il Natale

Chi l’ha detto che a Natale si pensa solo a regali da comprare e scartare? Il ” giocattolo sospeso ” di cui stiamo per parlarvi nasce da un’idea delle feste molto diversa; da un insieme di cuori grandi mossi dalla voglia di vedere sorrisi anche dove non ce ne sono.

Il detto che ci vuole tutti più buoni in questo periodo non sbaglia di molto e ben lo sanno i napoletani, abituati ad esserlo tutto l’anno.

Dopo il caffè sospeso – di cui i partenopei sono promotori da anni – la pizza sospesa – iniziativa proposta in città lo scorso anno e rivolta ai senza fissa dimora – e il libro sospeso – idea partita da Polla (Salerno) e arrivata negli scorsi anni fino a destare l’attenzione de La Feltrinelli – ecco che dalla città del sole, del mare e del Vesuvio arriva una nuova ondata di solidarietà.

Stavolta è il giocattolo a diventare “sospeso”, ancora con un obiettivo lontano dal materiale e incredibilmente serio: far nascere la stessa luce che illumina la città, dal Golfo alla Certosa di San Martino, anche sul volto di una persona in difficoltà. E questa volta il gesto di un consumatore qualsiasi che paga un giocattolo da lasciare in negozio si trasforma in una grande possibilità per le tante famiglie in condizioni economiche difficili, con bambini per i quali i giocattoli nuovi sono un lusso raro.

Come funziona

Il giocattolo sospeso si trasforma allora nell’opportunità di aiutare anche chi non si conosce, e soprattutto nella possibilità di far vivere a tutti i più piccoli in città la magia del Natale fino in fondo. Sono molti i negozi che hanno aderito all’iniziativa negli scorsi giorni e, per far sì che funzioni, l’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli ha presentato un “codice etico” al quale attenersi per partecipare attivamente. Due, semplici, regole: una rivolta ai rivenditori, l’altra agli acquirenti/beneficiari:

  1. All’atto della donazione sarà rilasciato uno scontrino di cortesia ed il donatore scriverà il proprio nome sull’apposito registro tenuto in negozio;
  2. Per ritirare il giocattolo sospeso sarà necessario consegnare al negoziante una fotocopia del proprio documento d’identità in corso di validità.

Come ogni iniziativa che si rispetti non sono mancati padrini dal volto conosciuto e il dialetto riconoscibile: Adriano Pantaleo e Francesco Di Leva, due campani doc, che hanno sposato in pieno la causa e l’hanno promossa a partire da metà dicembre, quando è stata presentata nei negozi di giocattoli della città.

Una solidarietà contagiosa che distingue da sempre il popolo campano, come l’allegria e la forza che lo hanno reso famoso anche al di fuori del territorio locale.

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