Pitti Uomo 91, curiosità sugli stand e intervista per Roy Roger’s

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Pitti Uomo 91, si riaprono le danze a gennaio 2017 per uno degli eventi di moda più importanti su territorio nazionale. Curiosità, interviste e reportage dei più famosi brand che hanno partecipato.

Pitti Uomo 91, la nostra esperienza alla fiera di moda più famosa d’Italia inizia il 10 gennaio 2017, giornata di apertura per l’evento. I più importanti brand, nazionali e internazionali, espongono i loro capi presso la Fortezza da Basso, sapientemente organizzata in Padiglioni per accogliere tutti i partecipanti.

L’ingresso a Pitti Uomo 91 si fa “tecnologico”: è possibile entrare, accreditati come stampa, buyers o fornitori, tramite una pratica appPitti Smart”. A lettura del codice positiva, siamo dentro. Inizia la nostra avventura.

È istantaneo l’immedesimarsi nell’atmosfera che permea tutti i padiglioni, ogni stand ha la sua cifra stilistica, sia nell’allestimento sia nella ricerca dei capi esposti. Ce n’è per tutti, e non è bizzarro trovare tra una sezione e l’altra una dimostrazione di alta” barberia: forbici, rasoi, pettini e mani sapienti per acconciare la chioma maschile.

pitti uomo 91
Ph. Francesca Carella

L’accessorio diventa un vezzo importante per l’uomo del Pitti: le scarpe sono prodotte da calzaturifici, come il marchio Fabi, che realizzano ancora ogni singolo pezzo a mano, con gli antichi strumento del mestiere.

Vi sono anche produzioni di calzature più “urban” come quelle di D.A.T.E.,nome derivante dall’acronimo dei quattro giovani fondatori, che dopo essersi incontrati a Londra hanno deciso di creare una sneakers il cui stile strizza l’occhio all’early seventies e al british.

E c’è chi invece unisce alla produzione di scarpe un’iniziativa benefica, come Tom’s con la sua campagna “Buying a pair, gives a pair”, ovvero compra una scarpa e danne una in beneficienza. Inoltre il marchio ha cercato di fondare delle vere e proprie aziende di calzature per dare lavoro a chi non ne ha e offrire un paio di scarpe anche ai più piccoli che senza di esse non potrebbero andare a scuola.

Vi è molto spazio anche per le cappellerie, come quella di alta manifattura Tesi che realizza borsalini e panama in tante tinte e tonalità. Per un uomo che vuole essere alla moda e all’avanguardia in ogni occasione.

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Ph. Francesca Carella

Ma non dobbiamo pensare che sia finito qui il panorama degli accessori, perché abbiamo dimenticato un oggetto che, nella vita di tutti giorni, diamo un po’ per scontato o del quale non abbiamo abbastanza cura.

Stiamo parlando di ombrelli e in particolare quelli dell’azienda mantovana Pasotti Made in Italy che espone ombrelli di alta fattura rivestiti con manici piuttosto “particolari”: ritroviamo dei simboli maschili come il tirapugni, il teschio o il guantone o irriverenti ed ironici come le teste di animali come il bull dog o il gallo. Pensavate di aver visto tutto? E invece…

Nel giornata del 10 gennaio ci sono state anche delle presentazioni di grande rilevanza, come la presentazione della collezione di Tommy Hilfiger alla Sala Ottagonale e la sua successiva sfilata alle 18 presso Palazzo Corsini.

Abbiamo avuto, oltretutto, il piacere di partecipare alla presentazione dell’esclusiva collection di Roy Roger’s con Liverano & Liverano.

pitti uomo 91
Ph. Francesca Carella

Un connubio particolare quello del colosso di produzione di jeans, Roy Roger’s, nato nel 1952 (anno di registrazione del marchio) e associato all’azienda Manifatture 7 Bell S.p.a. e Liverano & Liverano, la bottega di alta sartoria fiorentina fondata dai fratelli Liverano nel 1960. Due approcci, due generazioni, due metodi lavorativi e produttivi completamente diversi che si uniscono, per l’occasione, nella creazione di un jeans (semi) sartoriale.

Guido Biondi, art director di Roy Roger’s, e Antonio Liverano uniscono le loro differenze e le loro conoscenze per una collezione speciale. La madre di Guido Biondi, Patrizia Bacci, nipote del fondatore di Roy Roger’s, ci racconta la storia di questo particolare connubio:

“Mio figlio era affascinato dal mondo dell’alta sartoria e della sapienza e la cura che il maestro Liverano mette in ogni suo capo..certo un jeans non può considerarsi completamente sartoriale, ma abbiamo cercato di inserire degli elementi diversi che potessero ricondurre al mondo di Liverano & Liverano, come l’utilizzo del filo verde, del taglio della tasca più arrotondata e meno netta rispetto a quella dei normali Roy Roger’s, delle fodere stampate..tutti marchi di fabbrica della bottega fiorentina; oltretutto i jeans sono stati realizzati con fibre vegetali e lavaggi ecologici.”

La commistione fra due stili così diversi, tra l’innovazione e l’alta sartoria ha dato vita ad un prodotto esclusivo e al tempo stesso molto moderno.

La giornata del 10 gennaio si conclude con la presentazione della nuova collezione di Levi’s Made and Crafted– primavera/estate 2017- in collaborazione con Societé Anonyme in via Giovan Battista Niccolini, Firenze. L’atmosfera nello store è piacevole e distesa, i capi della collezione sono posti in fila per essere osservati nella loro manifattura da tutti i presenti.

La cifra stilistica è sempre quella casual della Levi’s, ma caratterizzata da quel “saporecoloniale che si rispecchia anche nell’atmosfera dell’evento. Persino i camerieri sono vestiti secondo lo stile americano anni ’30 e il gruppo che suona riecheggia le melodie ritmiche della musica black and soul. Il tutto allietato da cocktail esotici alla frutta. Un bel modo di finire la nostra prima giornata al Pitti.

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