Cesare Cremonini: storia di una scissione di successo

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Quante volte ci ritroviamo a parlare di meteore? Di quel cantante che senza la sua band non vale niente? Ma c’è sempre un’eccezione alla regola e in questo caso l’eccezione ha nome e cognome: Cesare Cremonini

Se dovessimo cercare in musica la dimostrazione del detto “l’apparenza inganna” la troveremmo in Cesare Cremonini, questo perché non si è fermato ai quei diciotto anni e a quell’enorme successo pop che sono stati “50 Special” e “Vorrei”. Cesare, anzi, è andato avanti mettendo nelle sue canzoni le esperienze di vita, i suoi gusti musicali, arrangiamenti a volte complessi a volte più semplici, tante parole e soprattutto quel desiderio di non restare mai fermo al disco precedente diventando una brutta copia di se stesso, cosa che purtroppo in Italia accade continuamente. Cremonini è un curioso e sembra quasi che la sua missione sia quella di incuriosire anche gli altri.

Gli inizi e la crescita artistica…

Sono noti a tutti i suoi inizi con la band Lùnapop e con quel disco “Squérez…?” che ha causato (nonostante l’enorme e forse inaspettato successo radiofonico e di vendite) lo scioglimento del gruppo ed è stato proprio questo il suo nuovo punto di partenza. Ha cercato il modo di affermarsi come solista e lo ha trovato senza inganni e senza intoppi, seguendo un percorso artistico e personale sempre diverso e più ricco, ma sempre e comunque riconoscibile e autentico.

Cremonini è uno di quei rarissimi casi in cui la separazione dal gruppo rappresenta una fortuna, un nuovo inizio, un approfondimento, una crescita. Ha dimostrato, fin dal primo disco Bagus”, di non essere solo un frontman belloccio con i capelli tinti di rosso che si dimena davanti ad una telecamera cantando “c’è qualcosa di grande tra di noi…” ma un musicista.

Un musicista vero.

Cesare Cremonini è uno di quei pochi che compongono e che conoscono a tal punto le regole dell’armonia da poterle insegnare al più acclamato dei musicisti italiani, uno di quei pochi che con ogni singolo conquista una nuova fetta di pubblico, abbattendo quegli inutili pregiudizi per cui troppo spesso sentiamo dire “a ma chi il cantante dei Lùnapop? No per carità io ascolto solo roba seria”. No. Non lo chiamate più il cantante dei Lùnapop, adesso c’è Cesare Cremonini e su una cosa non si discute. È proprio tanto bravo.

La primissima discografia…

La discografia del buon Cesare è un po’ come quel baule di legno che troviamo a casa della nonna, che lo apri senza sapere cosa ci troverai dentro.

C’è il primo disco “Bagus (2002) che ricorderete sicuramente per “Vieni a Vedere perché” e per il video carinissimo di “Latin Lover”(se non lo avete mai visto fatelo subito!).

C’è la bellezza di “Maggese” (2005) pieno di racconti e di citazioni in cui molti di noi si ritrovano, come dimenticare “…da quando mi hai lasciato pure tu, non è più domenica” di Marmellata #25”.

C’è la tenerezza di “Dev’essere così” del suo primo album live “1+8+24” (2006), seguito da “Il primo bacio sulla luna” (2008) un lavoro fresco, pulito e divertente che ha confermato il talento compositivo di Cremonini.  Si passa dal pop di “Dicono di me” al ritmo rilassante e sensuale di “Figlio di un re”  al crescendo degli archi di “Le sei e ventisei”.

… e quella degli ultimi anni.

C’è l’originalità e l’evoluzione de “La Teoria dei colori” (2012) il disco, a mio avviso, più bello di tutti. Il disco più sincero e sicuramente più maturo. Un disco pieno di vita, che tratta le varie sfaccettature dell’amore e dell’abbandono in maniera semplice, chiara e senza drammi. “…E l’occhio ride se mi piange il cuore” è la frase più significativa del primo singolo estratto Il comico (sai che risate)” e un po’ di tutto il disco. C’è un uomo che continua ad amare nonostante, di fatto, la storia d’amore sia finita e vive tutto questo come se fosse una commedia, come se fosse, per l’appunto, una teoria dei colori.

E poi c’è “Logico” (2014) un disco decisamente più intimo, quasi privato, un disco non proprio di facilissimo approccio ma che comunque si lascia amare in ogni suo brano. Dalla quasi fiabesca “Quando sarò milionario”  alla struggente “Cuore di Cane” passando per il desiderio di tutti di avere “Vent’anni per sempre” alle lacrime che provoca  quando canta Io e Anna” senza dimenticare ovviamente “Grey goose” e “Logico #1” dai più definiti tormentoni ma che nulla hanno a che vedere con i tormentoni estivi alla Enrique Iglesias.

Insomma l’ennesima dimostrazione del talento di questo cantautore che non solo sa scrivere, non solo è un ottimo musicista ma che è, soprattutto, bravissimo a dipingere le debolezze che la società e il nostro mondo non ci lasciano esprimere in santa pace.

A novembre uscirà il nuovo disco di inediti di Cremonini e noi siamo certi che non deluderà le aspettative di nessuno.

“L’unico che salvo tra i cantautori di oggi è Cesare Cremonini. La sua musica mi intriga” – Lucio Dalla

 

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