Siria, le difficoltà di un paese tra crisi umanitaria e pandemia

Siria, le difficoltà di un paese tra crisi umanitaria e pandemia

Il covid ha aggravato la già delicata situazione dellla Siria, un paese in cui non è garantita l’assistenza sanitaria e gli ospedali sono al collasso.

La Siria è protagonista dal 2011 delle peggiori crisi umanitarie recenti e oggi si trova a dover affrontare l’emergenza Coronavirus con gran parte delle strutture sanitarie distrutte.

I numeri dei contagi non sono chiari a causa della mancanza di test, sopratutto nelle aree più isolate del paese. La situazione peggiora se si pensa ai campi profughi, nei quali vivono i circa 6 milioni di sfollati interni e dove è praticamente impossibile controllare la diffusione a causa della mancanza di servizi igienico-sanitari e di spazio per attuare il distanziamento sociale.

L’economia del paese versava in condizioni disastrose già da prima ma a causa della pandemia si è assistito ad una svalutazione della lira siriana e a un fenomeno di iperinflazione. Questo ha provocato una crescita vertiginosa dei prezzi dei prodotti alimentari e una carenza di medicine e prima necessità. In questo contesto gli aiuti umanitari sono fondamentali, dato che oltre di 11 milioni di siriani, tra cui quasi 5 milioni di bambini, ne hanno bisogno per sopravvivere.

Ogni Stato deve avere la capacità di affrontare la pandemia e gestire la sicurezza e la salute della popolazione, la Siria purtroppo non è in grado di farlo. Si stima infatti che il servizio sanitario abbia una capacità massima di gestire 6.500 casi, un numero molto esiguo se si pensa ai numeri degli altri paesi. Tenendo conto di quanto appena detto, se i contagi in Siria dovessero aumentare il paese entrerebbe in una fase di crisi ancora più grave di quella attuale senza e possibilità di uscita se non con aiuti esterni.

La situazione dei bambini in Siria e il coronavirus

Le condizioni di vita dei bambini in un paese che vive una crisi umanitaria è di per sé complicata, una pandemia mondiale non può fare altro che peggiorarla.

Il Covid ha limitato ancora di più l’accesso a vaccinazioni e istruzione e proseguono gravi violazioni dei diritti dell’infanzia, con l’uccisione e e il ferimento di moltissimi bambini durante i bombardamenti: quasi 12.000 bambini sono stati uccisi o feriti.

Purtroppo a causa dei combattimenti e della scarsa sicurezza fornire aiuti umanitari in Siria è alquanto difficile, sopratutto nel nordest del paese dove il conflitto si fa sempre più aspro e sono presenti campi profughi che dipendono completamente dall’assistenza umanitaria ma che  sono sempre più difficili da raggiungere.

Gli anni di conflitto hanno praticamente azzerato l’accesso ai servizi essenziali, stando ai dati forniti dall’UNICEF 8,1 milioni di donne e bambini hanno bisogno di assistenza medica e nutrizionale. 10,7 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari. Mezzo milione di bambini soffrono di malnutrizione cronica e 137.000 bambini sotto i 5 anni di malnutrizione acuta.

La situazione dopo dieci anni

In occasione dei 10 anni dallo scoppio della crisi siriana, l’UNICEF ha realizzato un rapporto sulla situazione della popolazione, includendo anche gli effetti della pandemia. Questo fornisce una visuale dettagliata di quello che sta succedendo e di cosa vi è la necessità di fare.

I dati sottolineano ancora una volta la fondamentale importanza degli aiuti umanitari, unica fonte di sopravvivenza per moltissime persone, oltre che il bisogno crescente di assistenza ai paesi più poveri durante la pandemia.

Tag

  • aiuto
  • bambini
  • coronavirus
  • covid
  • crisi
  • crisi umanitaria
  • guerra
  • infanzia
  • pandemia
  • Siria
  • supporto
  • terzo settore
  • vaccini
  • volontariato
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Potrebbe interessarti:

Contatti

Seguici su:

articoli più letti

Testata registrata al Tribunale di Roma in data 5/04/2016 | Fatto con da TechSoup