Il cibo si fa bello. Quando il foodporn passa anche dal colore

Il cibo si fa bello. Quando il foodporn passa anche dal colore

Mangiare “a colori” fa bene. Dalla voglia di assaporare un piatto per la sua bellezza passando per il miglioramento dell’umore e della salute. Andiamo alla riscoperta del colore nel cibo.

Lo abbiamo scoperto con gli hashtag, le foto sui social ma anche con l’apertura di locali come Healthy Color (e in fondo forse lo sapevamo già da tempo)… Il colore, nel cibo, conta. Per dirla con un esempio… Chi non ricorda i capricci che facevamo da bambini, o quelli dei nostri bimbi oggi, per mangiare le verdure? E quante volte abbiamo associato il colore verde proprio a questo tipo di alimento?

Giudicare il cibo dal suo aspetto, in fondo, è uno dei fattori che dai tempi dei tempi ci guida attraverso l’esperienza culinaria. Ed ecco allora spiegata l’attrazione mai svanita del food porn, concetto che ha trovato nuova vita negli ultimi anni sui social. Se infatti odori e sapore hanno un ruolo importante nella scelta del cibo, è innegabile che anche l’occhio ha delle importanti pretese in questo senso. Ed è proprio per questo che in tutto ciò che riguarda il food, i colori non possono essere ignorati.

E a confermare quello che “tutti sapevamo”, arriva da Trieste anche una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports da alcuni studiosi della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). Lo studio conferma il fatto che l’aspetto cromatico sia una discriminante che agisce nella fase di preselezione del cibo.

Mangiare con gli occhi

Se il colore gioca un ruolo importante nella scelta di cosa mangiare, va anche detto che è altrettanto fondamentale per quanto riguarda umore e salute.

A proposito dell’umore, i colori sono un ottimo strumento per accrescere la soddisfazione rispetto a ciò che mangiamo: colori e accesi e vivaci stimolano di certo il senso di appetibilità e influenzano, appunto, l’umore in senso positivo. Bello uguale buono, potremmo dire. E l’exploit di pasticcerie/musei, del cake design e del seguito di ristoranti e chef che propongono piatti sempre più belli alla vista non è propriamente un caso. Quanto ci piace vedere dei piatti “belli”? L’impiattamento così come la proposta del dessert è, oseremmo dire, quasi fondamentale.

Torniamo al secondo punto, la salute. Anche in questo caso le caratteristiche cromatiche ci raccontano qualcosa in più riguardo le componenti del cibo che stiamo per mangiare o che decideremo di cucinare. Le proteine, le vitamine e tutto ciò che contribuisce a dare energia al nostro corpo ha infatti una sua pigmentazione in natura. Così, ad esempio, il rosso è sinonimo di un cibo nutriente, il verde indica depurazione e poche calorie…

Insomma, classificare il cibo a seconda del colore non è solo un gioco, come si potrebbe pensare a primo impatto. Gli studiosi della SISSA specificano infatti che questa consapevolezza potrebbe agevolare il lavoro nel contrasto dei disturbi alimentari: proporre un cibo per il suo colore (che comporta un determinato apporto calorico) potrebbe diventare un’ulteriore arma nell’ambito medico.

Il cibo si fa bello. Quando il foodporn passa anche dal colore

Cinquanta sfumature cromatiche

Descrivi la carota, la melanzana, l’arancia. Per ognuna delle parole richieste, probabilmente, tra gli aggettivi utilizzeremmo in modo del tutto spontaneo il colore per fornire ulteriori dettagli. Ed ecco allora, senza dilungarci oltre, in poche parole un’ulteriore – e banale – prova della correlazione colore-cibo.

Voglia di carica ed energia? Via ai colori vivaci e brillanti (che non solo fanno piacere a livello visivo, ma con tutta probabilità, saranno più ricchi di sali minerali o vitamine). Giornata più riflessiva? Se sei alla ricerca di tranquillità, spazio a melanzane, mirtilli e più in generale ai cibi di colore viola.

Come scegliere allora il piatto da cucinare oggi? Lasciamoci ispirare da ciò che ci piace, variando i colori!

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