Girls like that: la parte “pop” del teatro sociale

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Girls like that: la parte

Girls Like That, lo spettacolo brillante e dai contorni “pop” che fa riflettere non solo i giovanissimi, torna il 31 gennaio e il 1 febbraio al Teatro Due di Roma. Abbiamo scoperto qualcosa in più insieme alle protagoniste.

Chi l’ha detto che ciò che ha a che fare con temi sociali sia noioso? Girls like that, di certo, è la prova del fatto che anche parlando di temi “impegnati” si possa dare vita a un prodotto che con il termine (e il sentimento) noia ha ben poco a che fare. Parliamo infatti di una rappresentazione che incarna un importante esperimento di teatro sociale, capace di trasformare, in modo molto spontaneo, un semplice palco in qualcosa di più: un luogo in cui sorrisi, finzione e divertimento si sposino con riflessioni profonde su temi fin troppo presenti nella vita reale.

Dalla discriminazione al cyberbullismo, Girls Like that porta infatti in scena la drammaticità di una adolescenza vissuta ai tempi di Internet e di quella tanto dibattuta parità dei sessi che poi, in fondo, così raggiunta ancora non è. Ma lo fa a modo suo, inserendo il racconto in una cornice “pop, anni ’90”, così come la definiscono le quattro protagoniste.

Sorridenti, energiche, frizzanti e alla mano.. Si presentano così le “mean girls” di Girls Like That quando le incontriamo. Una giornata intensa di prove e già sono pronte per scappare di nuovo alla volta di nuove avventure; ma si prendono tutto il tempo necessario per parlarci di Girls Like that, col quale sono nuovamente in scena a Roma. Questa volta ad accogliere Scarlett e le ragazze del Sant’Elena sarà il palco del Teatro Due per due serate di replica il 31 gennaio e il 1 febbraio alle 21.00.

Girls like that: la parte "pop" del teatro sociale
Le protagoniste insieme al regista Emiliano Russo

L’incipit è sempre lo stesso:

“È durante l’ora di Storia, mentre la Prof. sta parlando delle suffragette, che una foto di Scarlett, completamente nuda, arriva sui cellulari di tutta la scuola. La proteggeranno le altre ragazze, compagne di classe che Scarlett conosce dai tempi dell’asilo? Poco probabile. Sono troppo occupate a parlare male del suo corpo, a paragonare la loro taglia di reggiseno alla sua, e a chiamarla troietta. E quando poi comincia a circolare anche la foto nuda di un ragazzo popolare della scuola, le reazioni – di ragazzi e ragazze – si rivelano molto diverse.”

La storia, per chi non abbia avuto modo di vederla nelle precedenti rappresentazioni, rimane invece tutta da scoprire. Unico imperativo: non sottovalutare la travolgente capacità di portare in scena temi “scabrosi” raccontando in modo innovativo e coinvolgente una realtà tanto pericolosa quanto tragicamente attuale.

Girls like that: la parte "pop" del teatro sociale

Oltre il palco…

Girls like that: la parte "pop" del teatro socialeUn adattamento teatrale dell’opera del drammaturgo inglese Evan Placey che cerca di dare nuova linfa alla narrazione; ispirato a una storia vera, quella di Amanda Todd, suicida a 15 anni dopo aver pubblicato un video su Youtube divenuto virale, Girls Like That nasce dalla voglia di impegnarsi per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi simili.

L’associazione Upnos, in collaborazione con Emanuele Merlino, porta così in scena uno spettacolo che, sotto la regia di un solare Emiliano Russo, non si tira indietro di fronte ai problemi reali. E forse anche per questo la disponibilità a supportare cause concrete – come quella del calendario per Amatrice di Aicem – sono sempre accolte dai ragazzi dell’Upnos con la stessa vitalità con la quale salgono sul palco per dare voce a storie importanti.

Per tutti questi motivi Girls Like That sembra aver fatto del successo il suo secondo nome, entrando anche nella TOP 10 degli spettacoli del 2016 di Media & Sipario e Paper Street.

Noi, intanto, vi lasciamo con i sorrisi e il racconto di Scarlett e le ragazze (e i ragazzi) del Sant’Elena tramite i volti e le voci di Ottavia Orticello, Flavia Mancinelli, Diletta Masetti e Giulia Gallone.

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