Giovani laureati al lavoro: dai dati Almalaurea all’Unicusano

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Giovani laureati al lavoro: dai dati Almalaurea all’Unicusano

Dati negativi per gli iscritti all’università in Italia. Eccezione Unicusano: l’11 giugno possibilità di inserimento per circa cento universitari.

Aumentano i ragazzi, in Italia, che sembrano riporre sempre meno fiducia nell’istruzione universitaria. E a dimostrarlo non sono le affermazioni, alle quali ognuno di noi ha assistito almeno una volta, sull’inutilità del “pezzo di carta” ottenuto dopo anni “sprecati” sui libri. I dati presentati pochi giorni fa, all’interno del XXI rapporto Almalaurea, parlano infatti chiaro.

Da AlmaLaurea…

Negli ultimi 15 anni le università hanno perso 40 mila matricole (-13%), anche se le percentuali degli occupati nel 2018 supera di qualche decina il 50% (tra i laureati di primo livello il 72% ha dichiarato di aver trovato un’occupazione, tra quelli di secondo il 69,4%). Insomma, numeri a parte, l’idea che la laurea non serva sembra aver colpito e affondato. In sintesi? Il mondo dell’istruzione è sempre meno attraente e sembra non saper recuperare il suo appeal.

Giovani laureati al lavoro: dai dati Almalaurea all’Unicusano

…All’ Unicusano

Qualche eccezione, tuttavia, c’è e arriva dal mondo delle Università telematiche. L’Università Niccolò Cusano ad esempio ha fatto registrare un incoraggiante +118% di nuovi studenti negli ultimi 5 anni e, rispetto a 2 anni fa, l’incremento è stato del 20%, arrivando a contare oggi oltre 30 mila corsisti in tutta Italia. Un momento che sembra esser davvero positivo in questo caso: dopo aver allargato la sua offerta formativa, e con più di 40 sedi in tutta Italia, l’11 giugno a Roma l’ateneo darà forma al prossimo step: far incontrare Università e imprese.

Giovani laureati al lavoro: dai dati Almalaurea all’Unicusano

Career day: obiettivi e funzioni

Quella del career day è un’idea che sembra aver convinto diversi atenei, pubblici o privati che siano. Così negli ultimi anni sono state diverse le giornate organizzate per tentare di trasformare il mondo didattico per eccellenza, quello universitario, in uno strumento per conoscere diverse realtà professionali, e dunque aprirsi al futuro in modo concreto.

Quello previsto all’ Unicusano il prossimo 11 giugno ha qualcosa di diverso. Sarà infatti una vera occasione professionale per migliaia di studenti, perché aziende come BMW, Generali, Tim o Lidl selezioneranno un centinaio di giovani talenti da inserire in organico. Una chance da cogliere al volo, dunque, per fare scambio di esperienze, conoscere nuove realtà e, perché no, aprirsi strade future e interessanti possibilità professionali.

Che sia, o no, questa la nuova frontiera dell’istruzione una riflessione va di certo fatta. Perché non è mai il titolo di studio a fare una persona ma sono la valorizzazione del merito e delle specializzazioni in un settore a dover fare la differenza. Se l’università riuscirà a capirlo, allora esempi e trend positivi come quelli dell’Unicusano non saranno più casi rari.

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