Riflessioni di guerra: diritti umani e violazioni in Ucraina

Riflessioni di guerra: diritti umani e violazioni in Ucraina

La guerra della Russia in Ucraina ha dimostrato quanto i diritti umani rappresentino una garanzia. Non solo. Al tempo stesso, il conflitto in corso ci incoraggia a preservarli dai tentativi di chi, con la forza, prova a strapparceli via.

Il diritto, una garanzia?

I diritti umani erano, fino a questo momento, una certezza quasi intoccabile. Elementi dati per scontato nella nostra quotidianità.

Tuttavia, la “missione” di Putin – così come tanti altri conflitti ai quali continuiamo ad assistere – ha messo in dubbio l’inattaccabilità di quello che la storia, negli ultimi 75 anni, ha sancito e siglato attraverso trattati, convenzioni e carte costituzionali.

In questi giorni in cui riflettere è diventato d’obbligo, ci siamo posti alcune domande. La prima è: ”può la sete di egemonia o qualsiasi altra ingiustificabile ragione travolgere i nostri diritti?”

Chiaramente no. Ma la guerra della Russia in Ucraina ci sta rivelando che, per citare le parole di un illustre giurista, “il diritto ce s’è cullato così bene, che s’è addormito e nun sveia più”.

Forse perché diamo per scontato ciò che abbiamo, forse perché abbiamo dimenticato che abbiamo impiegato almeno un secolo di battaglie per ottenere la libertà di pensiero, il suffragio universale, il divorzio e gli esempi potrebbero continuare.

Quali sono i diritti violati in Ucraina?

Primo tra tutti, il diritto alla vita che l’art. 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani così sancisce: ”Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”.

Gli attacchi indiscriminati contro aree e infrastrutture civili che hanno causato perdite di vite umane violano i principi cardine della Carta delle Nazioni Unite, quali il rispetto reciproco tra Stati, l’integrità territoriale, la sovranità degli altri paesi, la non ingerenza negli affari interni altrui.

Inoltre, gli attacchi contro obiettivi protetti, come scuole e ospedali, l’uso di armi indiscriminate come i missili balistici e l’impiego di armi vietate come le bombe a grappolo possono costituire crimini di guerra.

Le violazioni del diritto appaiono in questo contesto fin troppo presenti. E lo sono anche le contraddizioni.

Il ruolo dell’ONU

Uno dei paradossi di questa vicenda storica è il fatto che ad aver dato inizio ad una violenza ingiustificata sia stata proprio la Russia, che è membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con diritto di veto, al pari di Cina, Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna. Per questo c’è chi propone la possibilità di esclusione della Russia dal Consiglio di Sicurezza.

Ma perché ciò non accade?

La risposta è molto semplice: isolare una superpotenza come la Russia comprometterebbe gli equilibri socio-economici dell’intero pianeta, probabilmente in maniera irreversibile.

Allo stato attuale si rischia perciò di attribuire un valore economico ai diritti umani, rendendoli intercambiabili con altri interessi in gioco. Una simile conclusione è ovviamente pericolosa, perché i diritti non hanno un prezzo, soprattutto quando a pagare è la libertà degli individui.

Cosa possiamo fare per tutelare i nostri diritti?

I diritti umani sono cristallizzati in fonti legislative di rango nazionale ed internazionale, ma questa certezza non deve farci vivere in una sorta di “torpore sociale”.

Questa come altre situazioni hanno infatti dimostrato che i nostri diritti possono essere violati in qualsiasi momento da “ingerenze” altrui. Per evitare che ciò accada dobbiamo mettere in atto alcune precauzioni.

Prima tra tutte, conoscere i nostri diritti: non possiamo pretendere di invocare determinate tutele senza conoscere quali sono gli strumenti di cui disponiamo.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello dell’informazione. Leggere i quotidiani, ascoltare telegiornali (non solo locali) attendibili, ci consente di stare al passo con quello che accade attorno a noi.

Un’ulteriore “strategia” da adottare per monitorare i nostri diritti è senza dubbio l’azione. Se siamo consapevoli dell’ingiustificata violazione di un diritto umano dobbiamo attivarci, affinché questo venga ripristinato.

Al di là di queste osservazioni, è opportuno comprendere l’importanza di far sentire la propria voce nelle opportune sedi, sia istituzionali sia legali, perché anche le future generazioni possano condurre un’esistenza libera e dignitosa.

a cura di Sara Tardi

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