Camelie d’inverno: “sasanqua” a lungo in fiore

Camelie d’inverno: “sasanqua” a lungo in fiore

Camelie d’inverno: le Camellie sasanqua a lungo in fiore.

Più rustica delle camelie primaverili, Camellia sasanqua accende con i suoi colori i giardini invernali, nei quali spicca anche per la morbidezza del portamento. Scopriamone la coltivazione.

La Camellia sasanqua, originaria del Giappone, famiglia delle Theacee, pare davvero un dono della natura nella stagione più fredda.

Sempreverde, inizia a sbocciare nei mesi tardo-autunnali, illuminando il giardino con le sue lunghe fioriture, e si concede in una tavolozza di tonalità sempre più ricca grazie al lavoro degli ibridatori moderni, in gamme di rosa che sconfinano nel bianco da un lato, e nel rosso dall’altro.

Rispetto a Camellia japonica che tutti conosciamo, presenta foglie più piccole e coriacee, fiori di dimensioni inferiori ed una maggiore rusticità; questi forse gli ingredienti che conquistarono i vivaisti per sperimentare la loro coltivazione, sin dal loro arrivo in Europa nella seconda metà del Settecento.

Quasi tutte stanno facendo i conti con i cambiamenti climatici degli ultimi anni, che ne hanno modificato in parte l’ epoca di fioritura, avvicinando precoci e tardive: si parte dalla fine di settembre per concludere in febbraio.

Tra le varietà più amate e ricercate spiccano “Little Pearl” e “Hime Botan”, dai boccioli con un’evidente punta rosata che si aprono in corolle bianche, quasi impercettibilmente sfumate di rosa.

“White Doves “è un’altra precoce varietà coltivata non solo per le candide corolle, ma anche per la corteccia chiara molto decorativa.

little pearl
white doves
white doves
hime botan
hime botan

Coltiviamole così:

Per crescere bene, richiedono un pH intorno a 5,5-6, suolo quindi acido, umido e ricco di sostanza organica.

Sopportano meglio il caldo arido rispetto alle camelie classiche e resistono a temperature di anche dieci gradi sotto zero; importanti le frequenti annaffiature, anche in inverno, per evitare la disidratazione.

Non hanno in genere bisogno di potature, se non la rimoda del secco e di rami malformati.

Infine, per quanto riguarda la concimazione, sono sufficienti due soli interventi, usando prodotti specifici per piante acidofile: una primaverile, più ricca in azoto, ed una autunnale, più ricca di potassio e fosforo per aiutare la fioritura.

Le piante sono di facile reperimento presso vivai e garden center, in media hanno un costo tra 20 e 40 euro, a seconda della varietà e del diametro.

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Marco Scagliarini
Classe 1983, romano, laureato in scienze naturali (2009) e conservazione e divulgazione naturalistica (2011), lavoro come botanico e garden designer. Da sempre appassionato viscerale di viaggi e geografia, appena possibile metto piede su un mezzo di trasporto e vado alla scoperta del mondo. Amante della lettura, della buona cucina e della vita all’aria aperta.