I am using Whatsapp, te lo dico con una gif

I am using Whatsapp, te lo dico con una gif

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I am using Whatsapp, te lo dico con una gif

Whatsapp e la sua nuova creatura: si chiama funzione Stato, e permette agli utenti di condividere gli aggiornamenti di stato sotto forma di immagini, gif e video.

Non c’è due senza tre. Sì, perché dopo Facebook e Instagram ora anche Whatsapp arriva con una nuova funzione che permette agli utenti di raccontarsi tramite sequenze di foto, gif e video. Il buon Zuckerberg, dopo aver acquistato Whatsapp, ha ben pensato di portarlo in linea con gli altri suoi fiori all’occhiello. Forse quando è stato lanciato l’aggiornamento della fotocamera dovevamo mangiare la foglia: il boss di Facebook non lascia nulla al caso.

Con Snapchat Zuckerberg non era riuscito ad averla vinta, dato che aveva ricevuto un bel no quando si è proposto per acquisirlo. Poco male, gli è bastato prendere spunto dall’idea dei microvideo generati dagli utenti e riportarla sui suoi social network, Facebook e Instagram. E ora anche su Whatsapp. E, mentre su Facebook e Instagram spopolano queste new entry, Snapchat, che in Italia non è mai decollato in modo significativo, soccombe.

Su Whatsapp non si chiama Stories ma funzione “Stato”. Non vi preoccupate, è disponibile sia per iOS che Android e Windows Phone. Nessuna discriminazione. Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un’opzione per personalizzare il proprio stato e condividerlo con i contatti desiderati. Il tutto in completa sicurezza: gli aggiornamenti vengono protetti da crittografia end-to-end (solo mittente e destinatario possono vederli). L’aggiornamento di stato scompare dopo 24 ore, un po’ come accade ai micro video di Snapchat.

Insomma, ora chi usa l’app di messaggistica istantanea può far sapere ai suoi amici cosa sta facendo, tramite contenuti multimediali che ampliano le sfumature della comunicazione. Se già emoticon ed emojii ci sembravano un decisivo passo in avanti nella comunicazione in digitale, l’arrivo delle “storie” sembra quasi surclassare anche le faccine colorate.

Una novità interessante, che arriva giusta giusta in occasione degli 8 anni di vita di Whatsapp. Basta una connessione e si può parlare con tutti gli amici in qualsiasi parte del mondo sfruttando una comunicazione che non solo non ha limiti di testo (ricordiamo i messaggi sul Nokia 3330?), ma che va ben oltre il semplice testo.

“Social stories”

I giganti della comunicazione social rincorrono la strada di una comunicazione sempre più in tempo reale, personalizzata e spontanea. Sfruttando da una parte il bisogno intramontabile di raccontarsi, e dall’altra il piacere che si prova nell’essere resi partecipi di una “storia”. Breve, ma comunque densa di significato per mittente e destinatario allo stesso tempo.

Whatsapp è nata proprio con lo scopo di permettere agli utenti di condividere aggiornamenti di stato. Si desidera dire sempre di più, con più mezzi. E quegli stessi mezzi sembrano una sorta di espediente per ridurre le distanze fisiche. E’ come se la comunicazione digitale volesse rompere gli schermi che la rendono tale, rivendicando il diritto alla spontaneità. Una spontaneità che però non potrà mai essere paragonata a quella che c’è nella comunicazione dal vivo. O forse sì?

Si sta assottigliando la scissione tra l’io che vive in carne ed ossa e l’io che si racconta all’interno dei social e della comunicazione digitale? I due mondi sono di certo comunicanti, ma restano divisi nella forma e nella sostanza. Le situazioni che si creano sono diverse. La comunicazione segue regole diverse. L’avvento di Instagram Stories, Facebook Live o lo Stato di Whatsapp costruiscono un ponte tra le due realtà? Questo bisogno di spontaneità e comunicazione in tempo reale ha ancora molti aspetti da esplorare. Non lasciamocene sfuggire neanche uno. Nel frattempo, cominciamo a sbizzarrirci con la funzione Stato di Whatsapp.

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