Usanze popolari, riti religiosi, tradizioni antichissime si mescolano assieme. Andiamo in giro per il mondo a scoprire alcune delle feste e processioni più strane tra sacro e profano.

In Italia ma anche nel resto del mondo, c’è sempre tempo per scongiurare le cose brutte, per festeggiare e per celebrare in un misto tra sacro e profano in cui i limiti tra l’uno e l’altro non sono più visibili. Un modo per esorcizzare la paura ma anche per gridare davanti a tutti la propria devozione.

La religione spesso si unisce alla tradizione ma anche e soprattutto al tessuto socio culturale del luogo dove questi riti avvengono, assumendo caratteristiche davvero “strane” agli occhi del viaggiatore che si trova ad assistere, solo di passaggio, a questo spezzato di cultura e folklore locale.

Il bello di viaggiare è la scoperta e, a volte, è la scoperta di quanto vicini siano dei riti lontani alle tradizioni di casa nostra.

Día de los Muertos in Messico – Foto: JENNY HUEY/FLICKR

Le processioni

Le processioni sono molto popolari nel cristianesimo cattolico e ortodosso, ma si trovano anche in altre religioni. Nell’induismo in occasione della Maha Shivaratri, festa in onore del dio Shiva, in varie parti dell’India vi sono processioni con carri riccamente decorati che portano una statua del dio. Mentre nel buddhismo è famosa l’Esala Perahera, che si tiene nello Sri Lanka a Kandy, dove un dente appartenuto a Buddha viene portato in processione con la presenza di elefanti.

Le processioni iniziano quasi sempre con un rito religioso o pagano che prevede una benedizione. Di solito viene trasportata a spalla una rappresentazione di figure (in genere statue o reliquie), ma anche pagane se l’evento non è a stampo religioso, talvolta vengono utilizzati carri trionfali, barche o totem.

Molte processioni, soprattutto nel centro e sud Italia sono ancora molto vive e sentite dalla popolazione. Alcune di esse prevedono da parte di alcuni fedeli delle prove di penitenza (come portare anche in corsa statue molto pesanti) o gesti autolesivi come l’autoflagellazione.

 

I Vattienti di Nocera Terinese (CZ) durante la processione della Settimana Santa – Foto: Marco Cuda

Feste italiane tra sacro e profano

L’Italia è ricca di queste occasioni che celebrano la comunità e la storia dei luoghi, mescolando tradizioni ma anche superstizioni, spesso la base di partenza è religiosa anche se non sempre.

Tra tutte le feste tradizionali italiane in cui sacro e profano hanno sempre viaggiato assieme in italia, il Carnevale spicca su tutte. L’usanza di maschere per esorcizzare la paura la ritroviamo in tante salse e contesti ciascuna davvero unica. Al Carnevale sono legate anche tradizionali feste molto particolari come la Battaglia delle Arance a Ivrea, anche se inizialmente, nel Medioevo, i protagonisti erano i fagioli.

Si narra infatti che due volte all’anno il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste, per disprezzo, gettassero i fagioli per le strade. Gli stessi legumi erano anche utilizzati in tempo di carnevale, come scherzosi proiettili da lanciare addosso ad improvvisati avversari.

Nell’Ottocento insieme a coriandoli, confetti, lupini e fiori, le ragazze lanciavano dai balconi, mirando le carrozze del corteo carnevalesco, qualche arancia: un “aristocratico” frutto esotico proveniente dalla Costa Azzurra. I destinatari erano giovincelli dai quali le stesse ragazze volevano essere notate.

Dal dopoguerra e fino ad oggi, la battaglia delle (e con) le arance è un vero e proprio combattimento ad alto tasso di vitamina C, questo è sicuro!

La Battaglia delle Arance durante il Carnevale di Ivrea – Copyright immagine: fonte

Santi e serpenti…

Maggio in Italia è il mese in cui spicca un antichissimo rito tra sacro e profano, si celebra a Cocullo (in provincia dell’Aquila) ed è il Rito dei serpari.

Questa usanza è legata ai riti pagani dei Marsi, antico popolo italico, e ai culti della dea Angizia, divinità associata al culto dei serpenti. Oggi il Rito dei serpari viene celebrato in onore di San Domenico, protettore – tra le varie cose – dai morsi di rettili.

San Domenico, monaco benedettino di Foligno, si fermò a Cocullo per 7 anni, lasciando come reliquie un dente e un ferro di cavallo della sua mula.

La mattina della ricorrenza, nella chiesa a lui dedicata, i fedeli tirano con i denti una catenella per mantenere i denti stessi in buona salute e poi si mettono in fila per raccogliere la terra benedetta che si trova nella grotta dietro la nicchia del santo. La terra sarà poi tenuta in casa come protezione dagli influssi malefici, sparsa nei campi per allontanare gli animali nocivi oppure sciolta nell’acqua e bevuta per combattere la febbre.

Festa dei serpari durante la processione di San Domenico a Cocullo (AQ) – Copyright immagine: fonte

Secondo la tradizione locale, San Domenico cavandosi il dente e donandolo alla popolazione di Cocullo, fece scaturire in essa una fede che andò a soppiantare il culto pagano della dea Angizia, protettrice dai veleni, tra cui quello dei serpenti.

Il dente di San Domenico, con probabile allusione al dente avvelenatore del serpente, diede, forse, l’idea che fece nascere la fede che portò alla festa in onore del santo.

In viaggio per il mondo tra sacro e profano

Rischiare la vita durante un rito religioso oppure partecipare a assurde manifestazioni tradizionali locali, potrebbe far vivere appieno la cultura locale, ed è sicuramente un modo per approfondire le origini dei luoghi che si visitano.

Spesso ci sono dei musei nei luoghi che visitate, che raccontano il folklore locale, le feste e le tradizioni religiose e non più strane. Molti eventi di questo tipo si trovano nel Vecchio Continente, ma anche il resto del mondo pullula di bizarrie di ogni tipo.

La Spagna è famosa per la Festa di San Firmino a Pamplona, il cui rito inizia con il sindaco che urla “Pamploneses. Viva San Fermín, Gora San Fermin!” e scatena l’inizio della “follia” collettiva della comunità. L’alcol regna sovrano per ben 8 giorni di bagordi senza freni ma il fulcro della festa è l’“Encierro”, che consiste in una corsa di circa 800 metri davanti ai tori, che ha come punto di arrivo la plaza de toros. Ovviamente durante questa festa non dimenticate di partecipare a uno dei molti riti religiosi tra un bicchiere di sangria e l’altro.

L’Encierro durante i festeggiamenti di San Firmino a Pamplona (SPAGNA) – Copyright immagine: fonte

Sempre in Spagna, in questo periodo, si svolge il salto del neonato “El Colacho“. La festa, legata alla ricorrenza cattolica del Corpus Domini, viene celebrata ogni anno dal 1620 a Castrillo de Murcia (Burgos).

La festa dura 4 giorni e il culmine è il salto del Colacho, durante la Domenica del Corpus Christi. Uomini vestiti da diavoli devono scavalcare con un salto, i bambini – adagiati su materassi in un percorso – che sono nati nel corso dell’ultimo anno per proteggerli dagli spiriti maligni. Dopo il salto si lanciano sui bambini petali di rose come benedizione.

El Colacho durante la celebrazione del Corpus Domini a Castrillo de Murcia (SPAGNA) – Copyright immagine: fonte

Non tutto è rose e fiori: riti estremi

Il festival vegetariano di Phuket (Vegetarian Phuket festival) è una festività cinese che si tiene nell’isola famosa anche come “la perla delle Andamane”, ed è una di quelle occasioni per vedere una parte della Thailandia, adeguatasi allo stile occidentale e al turismo, tornare a quel mistero e misticismo tipico delle antiche filosofie orientali. La festa si tiene durante il nono mese lunare cinese ed è credenza che i suoi riti sacri portino fortuna a chi partecipa e a chi assiste al rito religioso.

Durante i 10 giorni di “festeggiamenti”, per un periodo variabile mai inferiore ai tre giorni, i residenti di origine cinese (ma possono parteciparvi anche turisti orientali e occidentali) devono rispettare rigorosamente una dieta vegetariana o vegana, astenersi da ogni vizio, non mangiare carne o uccidere animali…tutto questo per purificarsi nel corpo e nello spirito.

Nel corso delle cerimonie si svolgono diverse celebrazioni e riti, alcuni dei quali molto cruenti. Alcuni esempi sono la camminata sui carboni ardenti, la balneazione nell’olio bollente e l’arrampicata sulla scala con le lame. Il rito più caratteristico rimane quello della flagellazione, dove sin dall’alba i giovani eletti entrano in uno stato di trance intonando una cantilena e vestendo grembiuli recanti simboli Taoisti pronti per partire per la processione trafitti nelle guance, nei capezzoli e altre parti del corpo con i più disparati oggetti.

Un rito estremo durante i festeggiamenti del Vegetarian Phuket festival in Thailandia – Copyright immagine: fonte

Per concludere in bellezza…

Se andate in Giappone non potete perdere il Kanamara Matsuri (“festa del pene di ferro“) è una festa decisamente particolare che si svolge ogni anno la prima domenica di aprile nella città di Kawasaki.

Si tratta di un rito shintoista legato alla fertilità che ha origini molto antiche, risale infatti al 1600, quando le prostitute usavano recarsi al tempio per pregare per l’incremento dei loro guadagni e per prevenire le malattie veneree.

Il Kanamara Matsuri in Giappone – Copyright immagine: Fonte TGcom24 AFP PHOTO

Le origini del rito risalgono a una leggenda secondo la quale nella città di Kawasaki c’era una giovane posseduta da un demone, il quale si era infilato nella sua vagina e mordeva il pene di tutti gli uomini che provavano a possederla, castrandoli. Un giorno, un fabbro, per risolvere il problema, costruì un grosso fallo d’acciaio, con cui penetrò la giovane, riuscendo così a sconfiggere lo spirito maligno.

Per commemorare l’impresa, fu costruito un santuario shintoista, lo Wakamiya Hachimangu in cui era venerato il fallo di metallo. La festa oggi è un’occasione di preghiera per il concepimento di un figlio e un parto facile, inoltre la festa è diventata uno spunto per campagne di prevenzione e raccolta fondi per l’AIDS acquisendo così diritto di essere annoverata tra le celebrazioni miste tra sacro e profano.

Quindi…

Ogni popolo e ogni cultura ha le sue tradizioni, usanze e caratteristiche peculiari spesso in bilico tra sacro e profano, viaggiare significa avvicinarsi con rispetto alle culture locali e come spero di avervi fatto notare, ce n’è per tutti i gusti.

Non mi resta quindi che augurarvi buon viaggio con una domanda:

nella vostra città quale rito o che tipo di festeggiamenti caratteristici ci sono?!

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