A Ostia Antica dibatitto sulla mafia

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A Ostia Antica dibatitto sulla mafia

A Ostia Antica, il 3 luglio, presentazione di “Cinematografia organizzata” e “Nel cuore di chi resta”, in una serata importante su cinema, donne e mafia

Venerdì 3 luglio, in occasione della Festa dell’Unità di Ostia Antica, si terrà la presentazione di “Cinematografia organizzata” di Francesca Romana Massaro e “Nel cuore di chi resta” di Anna Maria de Luca. Con la moderazione di Luisa Laurelli, Presidente della Commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità, il dibattito, a partire dalle 20, vedrà coinvolti Manuela Campitelli e Francesca Diamanti, membri dell’associazione Punto D, organizzatrice della serata, Nicoletta Guelfi della Federazione antiracket italiana. Ma centrale è anche l’arte, con la mostra fotografica “Mai più” e il reading di Claudio Castrogiovanni, attore ne “Il Capo dei capi”, “Squadra Antimafia”, dei due libri della Massaro e de Luca.

Una serata e un luogo importante: Ostia Antica. Risale appena a giugno l’arresto dell’ex presidente del X municipio, Andrea Tassone, in occasione del prosieguo delle indagini di Mafia Capitale. Ma è soltanto l’ultimo di una purtroppo lunga lista di azioni criminose, che vanno dalla gambizzazione ai roghi, fino a sfociare anche negli omicidi. A Ostia c’è la mafia, così il democratico Orfini. Ecco, quindi, che eventi come quello di venerdì 3 luglio divengono fondamentali.

“Nel cuore di chi resta”, il libro di Anna Maria de Luca raccoglie quasi trenta testimonianze, provenienti da tutta Italia, fatte alle famiglie delle vittime di mafia. Riportando le parole delle donne che hanno visto i propri figli, fratelli o mariti morire perché combattevano la criminalità organizzata, Anna Maria de Luca si interroga su cosa accade quando i riflettori mediatici si spengono e le famiglie tornano a vivere nella quotidianità di quelle tragiche realtà.

Mafia

“Cinematografia organizzata” di Francesca Romana Massaro, invece, è un’inchiesta sul rapporto a doppio filo che lega cinema e mafia. Anche lei raccoglie molte testimonianze e aneddoti, che spesso sfociano nell’inquietante. L’intento è quello di descrivere ciò che accade quando la mafia entra sul set. In particolare, della difficoltà di girare in certi luoghi e di come, spesso, siano inevitabili i tentativi di infiltrazione mafiosa.

Un’infiltrazione che si è andata sempre più inasprendo nel tempo. Uno degli aneddoti del libro racconta, infatti, di come durante le riprese de “La Piovra“, la celeberrima serie degli anni ’80 sulla mafia, le riprese venissero interrotte perché qualcuno si metteva di fronte alla camera, oscurandola, chiedendo soldi. Episodio che fa quasi sorridere se confrontato con la pressione subita da Gianluca Curti durante le riprese di “La Bas” nel 2011, quando dovette fingere di star girando un film pornografico, per poter ottenere il permesso dal sindaco di Castelvolturno (poi arrestato proprio per mafia).

Ma, quelli della mafia, sono tentacoli che non si limitano solo a estorsioni o intimidazioni. Spinti probabilmente da un egocentrismo che sfiora l’egomania (oltre che, ovviamente, per il guadagno), i boss arrivano a voler far parte anche del mondo che viene rappresentato, imponendo le proprie comparse e inserendosi nei rapporti produttivi. Come quando, racconta la Massaro, la troupe di “Squadra Antimafia“, per girare all’interno di un mercato coperto, fu costretta a dare risalto alla presenza del boss locale.

mafia

Come il libro della de Luca, anche quello di Francesca Romana Massaro dà risalto al ruolo della donna. Donna che non è più il sesso debole. Nè nella lotta alla mafia, nè nell’organizzazione criminale in sè. Ma neanche nella sua rappresentazione mediatica: dalle donne succubi di “La Piovra” si è passati alla donna-imperatrice di “Gomorra”. Inoltre, sottolinea la Massaro, nelle altre organizzazioni criminali a differenza della mafia, come per esempio nella ‘Ndragheta, le donne avevano già un ruolo di prima importanza, divenendo reggenti quando non vi erano uomini per comandare.

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