Il 29 Febbraio 1792 nasce il grande compositore italiano Gioachino Rossini, la cui attività rimane impressa nella memoria per alcune celeberrime opere della storia della musica come “Il barbiere di Siviglia” o il “Guglielmo Tell”.

La prima parte della vita di Rossini è come uno dei suoi  travolgenti crescendo (compone la prima opera all’età di quattordici anni); poi ,come per iniziare una seconda esistenza, arrivano il precoce ed improvviso abbandono del teatro, la depressione e il ritiro nella pace della campagna parigina di Passy, con molte pagine di musica ancora da scrivere.

Nato a Pesaro il 29 febbraio 1792, tre mesi dopo la morte di Wolfgang Amadeus Mozart, il Cigno di Pesaro (come fu definito) imprime al melodramma uno stile destinato a far epoca e del quale chiunque, dopo di lui, avrebbe dovuto tener conto; musica infatti decine di opere liriche senza limite di genere, dalle farse alle commedie, dalle tragedie alle opere serie e semiserie.

Rossini

All’età di neanche vent’anni tre sue opere sono già state rappresentate e il numero, un anno dopo, salirà a dieci. L’esordio ufficiale sulle scene avviene nel 1810 al Teatro San Moisè di Venezia con “La cambiale di matrimonio”.

Nei vent’anni successivi, Rossini compone una quarantina di opere, arrivando anche a presentarne al pubblico 4 o 5 in uno stesso anno; in occasione delle prime rappresentazioni dei suoi lavori, il pubblico italiano gli riserverà accoglienze controverse: si passa infatti da straordinari successi, come “Semiramide” o “L’italiana ad Algeri”, ad accoglienze fredde o perfino a clamorosi insuccessi, tra i quali è divenuto storico quello del “Barbiere di Siviglia”, in occasione della cui “prima”, al Teatro Argentina di Roma nel 1816, si ricordano addirittura dei tafferugli, causati con ogni probabilità dai detrattori del Maestro pesarese; l’opera conquista infatti un grande successo pochi giorni più tardi. Dal 1815 al 1822 è il direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli.

opera di Rossini

Semiramide, del 1823, è stata l’ultima opera di Rossini composta per l’Italia. Dopo la sua rappresentazione il compositore si trasferisce infatti a Parigi, dove le sue opere vengono accolte quasi sempre in modo trionfale. Il 30 luglio 1824 Rossini diventa directeur de la musique et de la scène al Théâtre-Italien. Concluderà di lì a poco la sua carriera di operista con il Guglielmo Tell, capolavoro a cavallo tra classicismo e romanticismo andato in scena il 3 agosto 1829.

Molti storici della musica si sono interrogati sulle cause del suo precoce ritiro dalle scene teatrali. Probabilmente, all’origine di questa inaspettata scelta v’è l’incompatibilità tra il musicista e l’estetica romantica.

All’esaltazione della forza trascinante del sentimento e l’identificazione con i personaggi, il pesarese contrappone, difatti, un settecentesco distacco razionale. Sono stati comunque rilevati i numerosi elementi romantici presenti all’interno del suo Guglielmo Tell, come il soggetto storico-patriottico (la lotta per l’indipendenza degli svizzeri dagli austriaci nel XIV secolo), l’utilizzo di elementi folcloristici, come l’inserimento nell’organico orchestrale dei richiami svizzeri per le mucche, o ranz des vaches, e la grande importanza affidata al coro, quasi che Rossini, prima di uscire di scena, si fosse premurato di dimostrare che, se solo avesse voluto, avrebbe potuto dominare anche il trionfante nuovo stile romantico.

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