Star o sconosciute: la discriminazione è donna

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sessismo e discriminazione

Discorsi sessisti e discriminazione: dalle storie delle “Star” a quelle di donne comuni. La società contiene ancora molte disparità di genere ma, oggi più che mai, le donne non rinunciano a lottare per i loro diritti, consapevoli delle proprie capacità.

“Voglio dire a tutte le giovani là fuori che incontrerete sempre delle persone, lungo la strada, che cercheranno di minare il vostro successo o prendersi il merito per le vostre realizzazioni o per la vostra fama. Ma se vi concentrate sul lavoro e non permettete a queste persone di mettervi fuori strada, un giorno quando avrete raggiunto i vostri obiettivi, vi guarderete intorno e capirete che il merito di chi siete sarà stato solo vostro”.

È con queste parole che la cantante statunitense Taylor Swift, unica donna a vincere per due volte gli Emmy Awards nella categoria per il miglior album dell’anno, ha ringraziato il pubblico che la sostiene.

donne

Parole che la cantante ventiseienne non ha pronunciato a caso. Solo pochi giorni prima, infatti, aveva fatto scalpore la strofa di “Famous”, la nuova canzone del rapper Kanye West, che tradotta recita: “Sento che io e Taylor Swift potremmo fare sesso, perché? Perché quella puttana l’ho resa famosa io!”

Una dichiarazione parecchio sessista che ha ricevuto, specialmente sui social network, valanghe di critiche. Il rapper si è giustificato rispondendo di aver voluto solo fare uno scherzo, di cui Taylor era a conoscenza. Diversa la versione di Taylor, che ha invece affermato non solo di essere all’oscuro di questa strofa, ma anche di aver rifiutato di pubblicizzare l’album di Kanye West, considerandolo troppo misogino.

Purtroppo, episodi di discriminazione questo tipo sono molto frequenti. Il mondo del lavoro è una categoria nella quale le donne, nonostante gli evidenti passi in avanti, ancora non vengono equiparate agli uomini. A denunciare questo scenario è il documento strategico dell’Unione Europea per il triennio 2016-2019 sulla diseguaglianza di genere che mostra, ancora una volta, il divario che separa le donne dagli uomini. Basti pensare al dato della retribuzione: le donne vengono pagate il 10,9% in meno dei loro colleghi uomini.

Capita, perciò, che quando le donne ottengono quello per cui hanno studiato, lottato e lavorato -come e quanto gli uomini- inizino a circolare le solite battute: se una donna ricopre un ruolo importante, qualcuno deve averglielo concesso dopo particolari prestazioni; se una donna si mostra decisa ad assumere posizioni rilevanti, non ha sicuramente affetti, familiari, hobby, una zitella dedita solo al lavoro; se una donna sceglie di dedicarsi sia al lavoro che alla famiglia, è evidente che deve rinunciare a fare del suo meglio in uno dei due campi. **

emma_watson_onu discriminazioneQuella di Taylor Swift è perciò solo una dimostrazione di come le donne si trovino ancora oggi sottoposte a discriminazione attraverso discorsi d’odio sessisti, dai quali non sfugge – dunque – neanche lo Star System. Potremmo parlare, ancora, delle minacce rivolte ad Emma Watson, ad esempio, a seguito del discorso sulla parità di genere pronunciato nel 2014 alle Nazioni Unite. Parole attraverso le quali l’attrice britannica ha tenuto a precisare quanto il tema non sia solamente un “problema” delle donne ma anche, e soprattutto, degli uomini. Parole che hanno infastidito quanti (tanti) fanno dei discorsi d’odio il proprio vanto. Tanto da far comparire un sito internet dal titolo “Emma you are next” con un cronometro a misurare il tempo mancante alla messa on line di alcune foto dell’attrice nuda. Il sito si sarebbe poi rivelato una bufala, ma non lo sono stati di certo i numerosi commenti sessisti apparsi sui social contro Emma Watson e il suo discorso.

Facili parole digitate dietro uno schermo. Niente di preoccupante. Qualcuno che esagera.

Ecco così che, negli anni in cui discorsi di violenze, abusi e discriminazioni sono spesso inseriti in simili cornici di banale semplificazione, nella maggior parte dei casi la questione non fa altro che scatenare un moto di ribellione che lascia però quasi subito spazio a una sorta di abitudine e indifferenza alla questione.

Tutto scorre; scherzare usando parole offensive è solo un gioco, che non fa male a nessuno. Tutto scorre; come se invece quel linguaggio non fosse la possibile premessa di un futuro comportamento deviato.

E se le discriminazioni sessiste ai danni di personaggi pubblici arrivano, almeno, a riempire le voci dei media, per le donne sottoposte a discriminazioni lontane dai riflettori tutto, appunto, scorre; nella quasi totale indifferenza degli altri. Di certo non delle donne, “vittime”, che reagiscono: donne di cui però si fatica a parlare.

kathy-sierra discriminazione“Probabilmente ci sono più probabilità di vincere la lotteria che di ottenere l’intervento delle forze dell’ordine quando si è perseguitati on-line, non importa quanto brutalmente e in modo esplicito. A meno che tu non sia una celebrità”, ha dichiarato qualche anno fa la blogger Kathy Sierra, sottoposta ad abusi verbali e minacciata di morte sulla sua pagina. Dopo l’intimidazione della diffusione in Rete da parte di alcuni hacker di foto di Jennifer Lawrence nuda, dall’FBI erano infatti giunti annunci di quanto fosse urgente affrontare la questione del rilascio illegale di materiale raffigurante terze persone.

Che le “questioni delle star” alimentino non solo la curiosità dei media ma attivino più velocemente anche le forze dell’ordine non stupisce. Tuttavia, a suscitare la stessa indignazione di chi si ribella a tale discriminazione di “classe sociale”, dovrebbe essere il fatto che spesso l’unico motivo scatenante di accuse sessiste sia il fatto che una donna possa parlare o prendersi determinate libertà.

Viviamo dunque in un periodo in cui gli insulti sessisti non devono in nessun modo esser ignorati, eppure non siamo ancora riusciti a sbarcare nell’epoca in cui tali dimostrazioni d’odio (virtuali) vengano punite. ***

**   a cura di Patrizia Baldino

*** a cura di Cristina Panzironi

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