La ragione era carnale, un viaggio per ritrovare se stessi

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La ragione era carnale, un viaggio per ritrovare se stessi

La ragione era carnale (Armando Curcio Editore) è il romanzo d’esordio della giornalista Mariagloria Fontana che abbiamo incontrato ed intervistato per voi.

Il libro “La ragione era carnale”, uscito il 20 Febbraio, racconta, in maniera semplice e autentica, l’incursione dell’amore sui social network, al tempo della loro comparsa in rete, avvenuta ormai 10 anni fa.

La dicotomia contenuta nel titolo esprime, in maniera inequivocabile, l’aspirazione dei sentimenti ad una fisicità reale, che è anche la chiave di lettura del libro dove convivono la libertà di sguardo della protagonista, Bianca, con quello della scrittrice.

Dal confronto con l’altro, ma soprattutto da quello con se stesso, scaturisce una dialettica che mette in luce la differenza tra assenza e perdita, razionale e irrazionale, resistenza e fragilità, in un percorso interiore che cerca di fare ordine in quei rapporti interpersonali la cui complessità investe, non solo gli amanti, ma anche i componenti del nucleo familiare.

Il libro

La ragione era carnale è un’opera coraggiosa – perché il rischio della banalizzazione alla mocciamaniera era dietro l’angolo –  che brilla soprattutto per i rimandi e le citazioni colte, tratte dal mondo della musica, della filosofia e della letteratura, da David Foster Wallace, Francis Scott Fitzgerald a Marcel Proust, di quelle che non ti aspetti da una narrazione in prosa, intenta a scandagliare in maniera così profonda l’animo umano attraverso uno stile leggero, a tratti ironico, e disarmante. Fontana è stata attenta e ha dato vita ad un romanzo di formazione capace di parlare a tutti, ai ragazzi ma anche ai lettori più raffinati.

L’autrice non fa sconti a nessuno. Nel libro infatti c’è spazio anche per una critica alla società moderna e alla sua classe politica, colpevole di far mancare il proprio sostegno ai giovani precari, vera risorsa del Paese.

Noi di Openmag abbiamo incontrato la scrittrice, sentite cosa ci ha raccontato.

Ci dica tre aggettivi che descrivono questo libro.

Romantico, malinconico, nostalgico.

Che donna è Bianca, la protagonista?

Bianca è una 30enne che sogna di diventare una giornalista nel 2007, in un contesto difficile, molto simile a quello di oggi in cui i politici non sostengono i sogni dei ragazzi. Ma lei cerca di riuscire in questa sua impresa, e poi si innamora. E’ una sognatrice ma anche determinata, tenace e un po’ ingenua come alcune donne della sua età.

“Il desiderio è un’incognita che frantuma l’amore, anche il più solido”, ci spieghi meglio.

Il desiderio è qualcosa che ci ronza nella testa, così come le ambizioni professionali, molto spesso non ci aiuta ma anzi frantuma quello che noi possediamo già; mentre siamo alla ricerca di altro, restiamo senza nulla per non esserci accontentati di quello che abbiamo già e che magari ci rende felice.

Hanno definito il romanzo ‘un manifesto generazionale’; com’è cambiata la figura femminile?

Sicuramente è un romanzo per una corretta educazione sentimentale. La figura femminile è cambiata moltissimo e questo libro ne può ricalcare solo un aspetto, quello giovanile. La donna di oggi è molto più emancipata, più moderna ma allo stesso tempo è importante che non perda la sua identità di essere donna.

Da donna cosa si sente di dire alle altre donne? Lanci un messaggio!

Bisogna inseguire i propri sogni, crederci veramente, anche quando le notti sono più scure dei giorni.

Insomma, non smettete mai di volare!

 

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